Il fascista che è in ognuno di noi. Grazie presidente Mattarella per avercelo ricordato

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un inequivocabile messaggio al Forum organizzato da The European House – Ambrosetti: l’Ue è una necessità imprescindibile, non rinunci ai suoi valori.

Mentre questo forum ha previsto nei suoi lavori un incontro tra un presunto europeista convinto, sen.Mario Monti, e altri conferenzieri anti-Ue e filo-russi dove spicca il leader del partito Fronte Nazionale, Roberto Vannacci. Incontro  a cui altri politici invitati  hanno deciso proprio per questo di non essere presenti.

La questione è stata giudicata talmente rilevante che tutti i media, di Stato e privati, ne danno notizia nelle prime pagine.

Sicuramente il forum Ambrosetti, se voleva maggiore attenzione di quella che già gli viene dedicata, è riuscito nel suo intento.

Stesso ragionamento e metodo che politici e media stanno utilizzando, per mostrare contrarietà o favore, da quando è iniziato l’impegno politico del generale italiano. Considerato da molti ago della bilancia per la formazione di qualunque governo di maggioranza dovesse emergere alle prossime elezioni politiche.

Non crediamo di fare dispetto a nessuno se riteniamo il generale e il suo partito rappresentanti di una pensiero politico e culturale legato al trentennio fascista del secolo scorso.

E per questo, il fascista che è dentro ogni italiano, si sente turbato/meravigliato.

Sia perché, per buona parte di coloro che si dicono antifascisti – e che più che talvolta usano metodi fascisti per combattere il proprio mostro – si sentono a disagio nel registrare il successo del generale.

Sia perché, per buona parte di coloro che si richiamano a qualcosa che si rifà al Fascismo e osannano il generale, si ritrovano scaraventati al centro dell’attenzione politica più di quanto avessero previsto.

E infine, sia perché, per buona parte di coloro che hanno sempre sostenuto che il “Fascismo era morto e sepolto”, sono in crisi per aver fallito analisi e politiche che impedissero l’insorgenza di una sorta di “nuovo Fascismo” in grado di risolvere tutto quanto non funziona, a destra o sinistra che sia dello schieramento politico.

Tutto nasce, per l’appunto, dal fascista che è dentro ognuno di noi: Rimasto anche dopo il 25 Aprile, nei codici e leggi, nella cultura, nella religione. Responsabilità soggettiva e oggettiva di coloro (politici e non solo) ufficialmente decisori dopo Liberazione e Resistenza. Quello che “popolarmente” si dice “non abbiamo mai chiuso i conti col Fascismo”.

Ecco perché non ci stupiamo dei media che danno tanta importanza al generale (vendere  copie e accumulare ascolti – anche per le radio-tv di Stato – sembra il loro principale obiettivo), del presunto seguito che riesce ad avere nella popolazione e attraendo anche politici di partiti ufficialmente antifascisti.

E non ci stupiamo del balbettare dei soliti decisori di fronte a possibili soluzioni per ragionare, confrontare, discutere, superare. Col presidente della Repubblica che nel suo messaggio a Cernobbio ha sentito l’impellenza di decantare l’Ue e ricordare:

“Il frangente storico che viviamo appare complesso e caratterizzato da una fase di transizione che, mentre dichiara non più attuale l’esistente equilibrio, non sembra impegnata a costruirne uno nuovo, limitandosi – spesso con uno sguardo rivolto a stagioni passate che non ci sono più – a mettere in discussione i valori sui quali le società nazionali hanno costruito il loro presente”.

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC