Chiacchiere da bar: chi curerà davvero i nostri figli?

Leggo che la Lorenzin, ex ministro della Salute dell’ex Governo Renzi, autrice tra l’altro della infame legge sui vaccini, “chiede verifiche in tutte le regioni” sullo stato delle vaccinazioni contro la difterite. Non posso non chiedermi sulla base di quali poteri istituzionali, esattamente, la Lorenzin chiede queste verifiche.
Vorrei che spiegasse chi o cosa rappresenta e con quale autorità, o investitura farmaceutica, si permette di sentenziare che “non si tratta
di riaprire la discussione politica sull’opportunità dell’obbligo”, come se fosse lei a dover decidere cosa è discutibile e cosa è dogma.
Ma soprattutto, vorrei che spiegasse cosa intende, di preciso, quando dice di “recuperare rapidamente i bambini”. Recuperare… come? Come si recupera un pacco smarrito? Come si recupera un credito scaduto? O come si recupera un prodotto difettoso dalla catena di montaggio, per rimetterlo in linea e garantirne la piena conformità alle specifiche del produttore?
Perché, a sentire certe dichiarazioni, viene davvero il sospetto che i bambini non siano persone, ma materiale da usare. Non cittadini in crescita, ma un backlog da smaltire, un invenduto da recuperare, un numero da far tornare nei grafici prima della prossima revisione dei conti. Sono la leva perfetta: li nomini, li agiti, li infili nel discorso, e subito le coscienze si ammorbidiscono, i dubbi spariscono, le obiezioni si sciolgono.
I bambini diventano il passe-partout universale: aprono tutto, giustificano tutto, coprono tutto.
E allora sì: benvenuti nell’Italia in cui la politica non si discute più, la scienza non si interroga più, e i bambini si “recuperano”. Rapidamente, mi raccomando.
Che il tempo è denaro. E il denaro, si sa, non aspetta.
P.s. E per chi vuole capire da dove nasce tutto questo, qui sotto c’è il resto della storia: nomi, fatti, appartenenze, e il perché Big Pharma
non è mai solo sullo sfondo.
bilgiu