I poliziotti della Squadra mobile della questura di Monza e della Brianza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due donne, rispettivamente titolare ed educatrice di un asilo nido della provincia, ritenute responsabili di maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione.
Dallo scorso aprile, quando hanno preso il via le indagini, gli investigatori, coordinati dalla procura della Repubblica di Monza, hanno documentato una serie di gravi e abituali carenze nell’accudimento dei piccoli ospiti, tutti di età compresa tra pochi mesi e i tre anni.
Dalle indagini è emersa, tra l’altro, l’inadeguata somministrazione di cibo e bevande e, in diverse occasioni, il ricorso a punizioni degradanti, oltre a metodi educativi denigratori e coercitivi; inoltre, nel medesimo quadro investigativo, sono stati acquisiti gravi elementi indiziari nei confronti di altre due educatrici della struttura che, al momento, risultano indagate.
Gli approfondimenti investigativi hanno permesso di fare luce anche sull’inquadramento professionale della titolare e della collaboratrice alle quali è stato contestato il reato di esercizio abusivo della professione, svolgendo il ruolo di educatrici senza aver mai conseguito i titoli abilitativi richiesti dalla legge.
Per la titolare, inoltre, la contestazione è aggravata dal suo ruolo avendo consapevolmente impiegato per circa sette mesi una dipendente priva dei requisiti necessari.
La collaboratrice 24enne, infine, è accusata di inopportuni approcci e contatti con alcuni bambini, i quali mostravano un evidente e costante stato di disagio all’interno dell’asilo.
Nei confronti delle indagate gli agenti hanno eseguito anche la perquisizione delle relative abitazioni e dell’asilo nido teatro dei fatti
