Sabato 1 agosto, alle 21, la sezione Off di Alkantara Fest, il festival internazionale di folk e world music organizzato dall’associazione culturale Darshan, con la direzione artistica di Mario Gulisano, ospita al Parco Princessa di Santa Venerina Rita Botto e la Banda di Avola, felice incontro tra due modi di interpretare le tradizioni musicali siciliane, quella canora della etnea Botto, regina del nuovo canto di Sicilia, e quella di una storica banda musicale di paese, fiera custode delle tradizioni popolari.
Rita Botto ha trovato nella sua Sicilia l’energia di riprendere le radici sonore che oggi son tornate di attualità. È la voce della donna mediterranea che racconta storie e sentimenti di un’antica terra. Artista versatile, dalla grande comunicatività, vanta una voce mediterranea potente, duttile, ma anche ironica. Nata nella barocca Catania, musicalmente ha esordito a Bologna dove ha abbracciato stili e repertori che vanno dalla musica leggera italiana a quella brasiliana, passando per i registri afroamericani del blues e del jazz. Soltanto più tardi ha scoperto il desiderio di dare voce ai suoni della propria lingua: il siciliano. Il calore del timbro della voce, la passionalità, quella sua maniera di mettere in scena una certa espressività “teatralmente” mediterranea calzano a pennello per il suo confronto con la canzone popolare e la nuova canzone di Sicilia. Nel 2004 inizia l’attività concertistica internazionale con Banda Ionica e Roy Paci, e quello è l’anno dell’esordio discografico con “Stranizza d’amuri”.
Le origini della Banda di Avola si perdono nelle notti borboniche ma solo nel 1996 viene riformata grazie all’impegno del maestro Sebastiano Bell’Arte che l’ha fatta diventare una delle realtà musicali più importanti e più originali della Sicilia, rivoluzionando il concetto di banda musicale. Se una volta le orchestre popolari avevano il ruolo di far conoscere a tutti quella musica che era privilegio solo di chi poteva permettersi un palco all’opera, la Banda di Avola punta anche alla riscoperta e alla salvaguardia delle tradizioni popolari. E così oltre Traviata, Cavalleria Rusticana o composizioni per bande, la Banda di Avola suonava brani di cantautori e di jazz. Grazie, poi, all’incontro con Roy Paci Bell’Arte e la Banda di Avola hanno capito l’importanza di restare legati alle tradizioni isolane. Dopo le collaborazioni con i progetti “Passione” e “Matria mia” della Banda Ionica di Roy Paci e Fabio Barovero dei Mau Mau la Banda di Avola nel 2002 registrò il primo disco “’A banna”. Poi sono venute le collaborazioni con Lello Analfino dei Tinturia, Ermanno Giovanardi dei La Crus, Mirco Menna e altri artisti.
Sino all’incontro con la “sacerdotessa” Rita Botto con cui nel 2012 è nato un sodalizio vincente. Insieme hanno rielaborato brani della più antica tradizione siciliana e di Rosa Balistreri. Nel 2013 hanno registrato l’album “Terra ca nun senti”, prodotto da Roy Tarrant per la casa discografica Recording Arts (etichetta svizzera con cui Rita Botto aveva realizzato i suoi dischi da solista) con dodici brani della tradizione siciliana. Un disco perfetto in cui si racconta l’incontro di due realtà importanti della musica siciliana: quella del suono di una banda, che caratterizza la festa popolare e la tradizione sacra e processionale, con le magnifiche corde vocali di Rita Botto, catanese doc erede di una cultura piena di fascino che non ha mai rinnegato il passato remoto della musica antica, né quello prossimo con le collaborazioni con Franco Battiato, Carmen Consoli, Lautari, Kaballà, Roy Paci. Con questo disco, nel 2014, Rita Botto e la Banda di Avola hanno vinto il Premio città di Loano per la musica tradizionale italiana.
Informazioni: https://www.alkantarafest.it Infoline/WhatsApp: + 39 345.5206150. Biglietto: € 12. Prevendite on line su https://www.ctbox.it/C23/6168/Content.aspx/Eventi/Concerti/RITA_BOTTO_e_LA_BANDA_DI_AVOLA___Terra_ca_nun_senti_01_08_2026
Gli altri eventi di Alkantara Off
Il 5 agosto la tradizionale Festa greca, uno degli appuntamenti di culto di Alkantara Fest, viene accolta per la prima volta da Meraki di Testa dell’Acqua, frazione montana di Noto. I greci Nektarios Galanis (violino), e Apostolos Kirgidis (clarinetto) e gli etnei Nakaira eseguiranno musiche tradizionali da ballo in un repertorio ricco di energia, emozione e allegria.
Il 6 agosto, nel Chiostro di Santa Maria di Gesù a Catania, suoneranno i Nakaira, formazione etnea che da 3 decenni lavora sul dialogo fra Sicilia e Mediterraneo.
Il 7 agosto, a Palazzo Cutore di Aci Bonaccorsi, arrivano i rinnovati Agricantus, ensemble palermitano tra le formazioni fondamentali della world music italiana che, fin dagli anni Novanta, ha fuso tradizione del Sud Italia, elettronica, ambient e visione internazionale.
L’8 agosto, nel chiostro di Santa Maria di Gesù di Catania, Alkantara fest 2026 si chiude con il concerto dell’ensemble turco-olandese Afro Anatolian Tales, un progetto che attraversa Anatolia, Iran, India e altre culture della Via della Seta, intrecciando strumenti tradizionali, elettronica e sound design.
Media partner: Blogfoolk Magazine (www.blogfoolk.com) nell’ambito di un accordo programmatico per il triennio 2025-2027; SicilyMag (www.sicilymag.it) il magazine on line che parla di tutto quanto “fa” Sicilia.
