Desertificazione sportelli bancari. Irreversibile, ma da contrastare con maggiore educazione finanziaria e controllo frodi

Il 90% degli utenti dei servizi bancari dichiara insoddisfazione per la desertificazione degli sportelli delle stesse. Sono i dati di un’indagine del sindacato Uil del settore.

“La presenza di un bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto umano”.  “Desertificazione che acuisce i pericoli di truffe online e usura”.

Situazione che è particolarmente sentita dalle persone più deboli (anziani e disabili) e dalle piccole imprese, costretti nel caso a lunghi spostamenti per raggiungere gli sportelli più vicini ancora aperti.

Una situazione che, a nostro avviso, non potrebbe essere altrimenti, visto che i servizi  online, anche per i loro limitati costi rispetto a quelli in presenza, sono da alcuni decenni diventati dominanti e, sui quali, gli istituti di credito investono per renderli più appetibili e differenziati. Un mercato che vede sul nostro “territorio” anche molte banche di Paesi della Ue e non solo, che fungono da stimolo anche per gli istituti italiani che, altrimenti, non cercherebbero di rendersi più appetibili ed interessanti.

Ma i dati dell’indagine della Uil è una realtà di cui non si può tener conto. L’insoddisfazione nasce molto dalla scarsa dimestichezza atavica che in Italia si ha verso tutti i servizi finanziari, di cui a scuola si impara quasi nulla e, quando ci sono i tentativi di renderli più intellegibili, sono spesso per gli addetti ai lavori. Da cui la spontanea diffidenza che i risparmiatori nutrono nei confronti di chi, con enormi poteri, gestisce di fatto le proprie finanze.

Non crediamo, comunque, che ci possano essere rimedi che evitino la desertificazione, nonostante gli sforzi che lo Stato fa tramite le “sue” quanto “anomale” Poste e gli oltre 12mila sportelli che diventeranno sempre di più dopo la fusione con Tim. Il mercato italiano, europeo e mondiale non porta in altre  direzioni.

L’auspicio è che gli istituti di credito da un lato, abbiano più a cuore qualità, semplicità  ed economicità dei propri servizi, e lo Stato dall’altro, ché si faccia carico di  una maggiore scolarizzazione  finanziaria e un rafforzamento dei servizi di controllo e repressione  delle frodi.

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC