Un mito che crolla e un’indicazione per un futuro di libertà di informazione e di economia. Questo il messaggio che arriva dalla BBC che ha registrato, nell’ultimo anno, un calo di abbonamento/canone di mezzo milione di utenti e che, secondo il direttore finanziario, sarebbe una tendenza in crescita.
Un mito, perché la BBC, con le sue 180 sterline (circa 212 euro) di “canone” annuo ed una capillare quanto autorevole presenza mondiale, è un punto di riferimento di servizio pubblico. Altro che Rai, coi suoi 90 euro di canone ed un servizio nazionale, regionale ed internazionale stentoreo.
Il problema centrale è che i servizi pubblici di informazione e intrattenimento, sono nati quando c’era il monopolio e ora non sono all’altezza di mercato e aspettative.
Primo fra tutti, il problema dell’abuso di posizione dominante della Rai verso i suoi concorrenti; introiti da canone obbligatorio da utenti collegati al digitale terrestre (cosa che non hanno i suoi concorrenti), mercato pubblicitario compromesso dalla gara tra un colosso di Stato e privati.
Mercato e bacino di utenza così variegato che la Rai non riesce a stargli dietro ed a promuovere una propria specificità. Rincorrendo la concorrenza su tutti gli aspetti nazionalpopolari, di informazione, di inchiesta, sportivi e scientifici: considerando più l’audience che non il servizio pubblico, relegato ad orari e reti marginali.
Non si può escludere che uno dei servizi fondanti il servizio pubblico, l’informazione, sia perché non c’è più il monopolio e sia perché c’è gara continua con la concorrenza privata, sia diventato marginale quanto megafono di maggioranze ed opposizione politiche parlamentari che lo controllano e disciplinano (anche male, vista la longeva latitanza della commissione parlamentare di vigilanza).
Si’ sappiamo che “la Rai non è la BBC”. E che quanto avviene oltre-Manica non è automaticamente riflesso sulla Penisola mediterranea. Siamo due mondi e due culture diverse, anche se quasi sempre facciamo insieme le cose nel mondo. Ma è innegabile che in tema di “broadcasting” per chiunque, Italia inclusa, la Bbc sia un riferimento.
In materia abbiamo molte cose da comunicare e capire tra utenti Bbc e utenti Rai. Per esempio, in Italia, alcuni anni fa, si è tenuto un referendum che ha invitato il legislatore a privatizzare il servizio pubblico… decisione di valore istituzionale che non esiste per la Bbc. Abbiamo quindi entrambi da dare qualcosa all’altro, anche in una prospettiva oggi reale, di ritorno del Regno Unito nell’Ue.
Aduc offre un canovaccio di discussione/progetto che vale per entrambi. Un servizio pubblico non di informazione ed intrattenimento. Ma solo di informazione, finanziato dallo Stato che lo fa gestire al vincitore di una gara d’appalto. Mentre il servizio di “intrattenimento” dovrebbe essere venduto nel libero mercato.
E se qualcuno dovesse paventare, per esempio, che in questo modo si offrirebbe il servizio di intrattenimento su un piatto d’argento a colossi tipo Mediaset in Italia o Itv/Sky in Uk… che male ci sarebbe, visto che la “mission” del servizio pubblico non è quella della tv commerciale?
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
