26 giugno, Giornata Internazionale a Sostegno delle Vittime di Tortura

Il Centro Naga Har rappresenta un punto di riferimento per persone con background migratorio. Con il progetto “Un luogo del possibile: cura, relazioni e responsabilità”, Naga garantisce continuità e potenziamento delle attività di assistenza sanitaria, burocratica, psicologica e sociale e di advocacy rivolte a persone richiedenti asilo, rifugiate e vittime di tortura nell’area milanese. 

Il progetto ha il sostegno dall’8×1000 di Unione Buddhista Italiana

Il mese di giugno ricorda il dramma di milioni di persone in fuga da povertà, fame, guerre e persecuzioni: il 26 giugno cade la Giornata Internazionale a Sostegno delle Vittime di Tortura. Il Centro Naga Har – che quest’anno festeggia 25 anni dalla nascita con una giornata a Cascina Torchiera il prossimo 4 luglio – è un presidio di accoglienza, socializzazione e assistenza sociale e legale, ma anche un luogo che favorisce integrazione e benessere psicosociale.

Quasi 20mila uomini e donne, dal 2001 a oggi, si sono rivolte a Naga Har: nei casi di vittime di tortura, il centro attiva da un lato un percorso non medicalizzato di cura delle ferite invisibili causate da violenze e persecuzioni, cercando di riattivare risorse individuali attraverso attività di socializzazione e assistenza e dall’altro attiva un’équipe multidisciplinare che si occupa delle certificazioni che attestano le conseguenze fisiche e psicologiche delle violenze subìte, valide come prova nei procedimenti di protezione internazionale o nei ricorsi contro i dinieghi. Sono circa 300 dal 2016 i certificati medico/psichiatrici redatti.

Spiega Emilia Bitossi, presidente di Naga: “Naga Har non è solo un centro di assistenza, ma un ‘luogo del possibile’, un punto di riferimento dove la cura si esprime come esperienza relazionale e comunitaria. Qui le persone che hanno subito violenze e discriminazioni non vengono solo aiutate nella procedura di riconoscimento – sempre più complessa – dello status di rifugiato, ma possono ricostruire legami sociali”.
Il 12 giugno è entrato in vigore il “Patto europeo sulle migrazioni”. “Si tratta di un Regolamento vincolante per i 27 Paesi Ue – spiega Bitossi – che rappresenta un ulteriore irrigidimento e che rafforzerà le politiche di controllo, rendendo ancora più complesse le procedure e riducendo di fatto il diritto di asilo per le persone migranti che cercano di stabilirsi in Europa. E questo significherà verosimilmente un impegno sempre più intenso per Naga Har”.

Ogni anno il Naga Har accoglie circa 3.800 utenti (di cui circa 1.800 al primo ingresso), per il 75% circa uomini: singoli e famiglie, provenienti in primis da Perù, Egitto, Tunisia, Afghanistan, Pakistan  Bangladesh, Sri Lanka e da altri Paesi, con presenze in costante crescita, indice del fatto che Naga Har rappresenta un presidio di fiducia per la popolazione migrante, con la storica scuola di lingua italiana e laboratori, attività ricreative e collettive che vedono il coinvolgimento di circa 500 persone l’anno.

Naga Har rappresenta anche un prezioso osservatorio: le statistiche elaborate (2021-2025) mostrano ad esempio come le variazioni del numero di utenti e i “picchi migratori” siano legati alle crisi geopolitiche globali e ai cambiamenti nelle normative e nelle politiche migratorie dell’Ue. Il profilo demografico dell’utenza segnala inoltre negli anni un progressivo innalzamento dell’età media e un notevole incremento della componente femminile.

Naga è infine testimone di un sistema di accoglienza inadeguato, incapace di garantire diritti e percorsi di integrazione tempestivi. Se la condizione di richiedente asilo (o di persona priva di permesso di soggiorno valido) è strettamente correlata a disoccupazione, precarietà abitativa ed esclusione sociale, la disoccupazione è alta anche tra i titolari di protezione, a causa del lungo periodo di inattività forzata durante la procedura d’asilo e alla mancanza di percorsi di inserimento socio-lavorativo efficaci.

Il Centro Naga Har, in via Ettore Ponti 21 (Villaggio Barona), è aperto dal martedì al venerdì ogni pomeriggio per i servizi (il sabato per attività di socializzazione) ed è gestito da circa 30 tra insegnanti di italiano e volontari, coordinati da due figure professionali di Naga. Tutti i servizi sono gratuiti.