NO TOBACCO DAY – SIGARETTE COSTO SHOCK. UNO STIPENDIO IN FUMO

Un pacchetto al giorno vale 2.080 euro l’anno e oltre 20.000 euro in un decennio. Due pacchetti pesano per 4.000 euro l’anno, 8.000 se a fumare sono in due. 

ROMANel dibattito quotidiano sul caro vita, tra carrello della spesa, benzina, e bollette, una voce di spesa rimane quasi sempre fuori dai calcoli familiari: il fumo. Eppure, per oltre 10 milioni di fumatori italiani, rappresenta uno dei costi fissi più onerosi — pagato ogni giorno, spesso senza che se ne percepisca il peso reale nel lungo periodo.

“Consumando un pacchetto di sigarette tradizionali al giorno, il costo annuale è di 2.080,00 euro l’anno. Se i pacchetti sono due al giorno e il fumatore è ‘forte’ deve mettere in conto più di 4.000 euro. Chi fuma tre pacchetti a settimana spende 890 euro l’anno; due pacchetti a settimana costano 590 euro. Ma è la proiezione nel tempo a rivelare la vera entità del problema: in soli 10 anni, un fumatore di un pacchetto al giorno arriva a spendere 20.000 euro — l’equivalente di uno stipendio medio annuale, che potrebbe essere destinato all’anticipo per un mutuo o pari ad un percorso universitario completo. La pressione sul bilancio domestico cresce ulteriormente se a fumare sono più membri della stessa famiglia: con due fumatori che consumano un pacchetto al giorno ciascuno, la spesa annua va da 4.000 a 8mila euro, una cifra davvero proibitiva” spiega il Dottor Claudio Leonardi, Presidente della Società Italiana di Patologie da Dipendenza e membro del board scientifico del MOHRE. “Cifre analoghe per chi consuma prodotti a tabacco riscaldato (il dispositivo più un pacchetto al giorno pesano per 2077 euro l’anno), meno per chi usa la sigaretta elettronica con una cifra che oscilla tra 700 e 800 euro”.

Eppure, i fumatori tendono a considerare solo l’esborso settimanale o mensile, mentalmente più ‘accettabile’, senza fare i conti con il lungo periodo. Una consapevolezza che potrebbe incidere fortemente sulla decisione di smettere.

IL COSTO PER LA COLLETTIVITÀ: OLTRE 26 MILIARDI SUL SSN

Se il costo individuale del fumo è misurabile in migliaia di euro l’anno, quello collettivo si misura in miliardi. Il il tabagismo genera in Italia oltre 26 miliardi di euro di costi sanitari e sociali ogni anno, con più di 93.000 morti attribuibili al fumo.Una cifra che include ricoveri ospedalieri, terapie per malattie correlate al fumo, perdita di produttività e assenteismo dal lavoro: costi reali che gravano sull’intero sistema paese.

Sul versante fiscale, il quadro è ugualmente rilevante: secondo le elaborazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2021 lo Stato ha incassato circa 14,4 miliardi di euro dalle imposte sui tabacchi (10,7 miliardi di accise e 3,5 miliardi di IVA). Una cifra considerevole, ma che non compensa il costo complessivo che il tabagismo scarica sul Servizio Sanitario Nazionale.

SMETTERE CONVIENE SEMPRE: PICCOLO INVESTIMENTO, GRANDE RISULTATO

Smettere di fumare ha un valore economico immediato e misurabile con quello che possiamo definire un vero e proprio ‘investimento’ sia economico che in salute, che molti fumatori non considerano al momento della decisione.

A questi importi va sommato, per chi sceglie un supporto psicologico (percorso consigliato dagli specialisti), un costo aggiuntivo di circa 70 euro a seduta (per circa 8/10 incontri) che possono essere abbattuti usufruendo dei bonus per il supporto psicologico.

RECIGAR: UN’OPZIONE ACCESSIBILE NEL PANORAMA DELLA CESSAZIONE

“In questo contesto, Recigar (citisina) si colloca come strumento farmacologico clinicamente validato per il trattamento della dipendenza da nicotina, con un profilo di costo competitivo rispetto agli altri prodotti di cessazione oggi disponibili sul mercato. Rimborsato dal SSN se dispensato da un Centro Antifumo, se prescritto dal medico o dallo specialista ha un costo di circa 100 euro per un ciclo di trattamento di 25 giorni” conclude Dottor Leonardi: “In un quadro in cui smettere di fumare significa risparmiare fino a 20.000 euro in un decennio — l’investimento in un percorso di disassuefazione rappresenta una scelta con un ritorno economico misurabile”.