Dopo la consegna del Premio Goffredo Parise per il Reportage, sezione “Ossigeno per l’Informazione”, a Roberto Malini e Lisetta Sperindei sono arrivate congratulazioni e attestazioni di solidarietà da parte di organismi e reti impegnate nella protezione dei difensori dei diritti umani e dell’ambiente. Il riconoscimento, assegnato il 16 maggio 2026 al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, ha portato la vicenda del Comitato PESARO: NO GNL in uno spazio nazionale di attenzione giornalistica e civile. A Malini e Sperindei sono giunti messaggi di sostegno dal Consiglio d’Europa, da Front Line Defenders, dall’Hub di protezione e da altre organizzazioni internazionali. Anche le Nazioni Unite proseguono le azioni a tutela dei due attivisti, indicati come vittime di causa temeraria.
Il contrasto con il quadro locale resta netto. Mentre la vicenda riceve attenzione fuori da Pesaro e dall’Italia, gli attivisti rilevano l’indifferenza delle istituzioni cittadine e regionali, che finora non avrebbero espresso solidarietà pubblica né aperto un confronto sostanziale sulle conseguenze civiche della causa promossa da Fox Petroli. La causa civile, con una richiesta di risarcimento di due milioni di euro per presunti danni d’immagine, è ancora in corso, in attesa della terza udienza. Accanto al procedimento civile vi è anche una querela penale per diffamazione.
Per osservatori e organismi internazionali, l’insieme delle iniziative giudiziarie presenta i tratti di una SLAPP, cioè un’azione legale strategica capace di scoraggiare la partecipazione pubblica e il diritto di informare su temi di interesse collettivo. Il Premio Parise, nella sezione “Ossigeno per l’Informazione”, è stato assegnato proprio a figure che subiscono pressioni o procedimenti per avere contribuito al dibattito pubblico. Nel caso di Malini e Sperindei, la giuria ha riconosciuto il loro impegno nella documentazione e nella contestazione del progetto di impianto GNL nell’area della Tombaccia, a Pesaro, ritenuto dagli attivisti incompatibile con un’area urbana fragile, abitata e segnata da criticità ambientali, idrogeologiche e sismiche. Durante l’intervista che ha preceduto la premiazione, a Malini è stato chiesto se faccia più male una SLAPP o il silenzio delle istituzioni. “La SLAPP è un atto molto aggressivo, ma non fa troppo male, perché l’esperienza ci insegna che ci sono aziende che compiono ogni azione possibile per realizzare i loro progetti e i diritti si difendono anche in tribunale”, ha risposto. “Fa male, invece, il silenzio e l’indifferenza delle persone che occupano ruoli importanti presso le istituzioni locali e con cui dialogavamo amichevolmente, prima della SLAPP, per vederle poi scomparire, non riceverci più, manifestare distacco invece che solidarietà.
E fa male vedere la gente spaventata, che vorrebbe protestare, ma teme di ricevere citazioni in giudizio o querele”. Per gli attivisti, il silenzio istituzionale sulla loro vicenda si lega a quello che denunciano da tempo attorno al progetto GNL. Il punto non è soltanto la localizzazione di un impianto industriale vicino alle abitazioni, ma il diritto della comunità a conoscere gli atti, valutare i rischi, chiedere verifiche indipendenti e invocare il principio di precauzione previsto dal quadro europeo. Malini ha collegato il senso del premio alla lezione civile e poetica di Goffredo Parise. “Noi ci siamo dati il compito di contribuire a difendere la libertà di espressione, senza la quale non esistono più neanche i diritti”, ha dichiarato.
“Il grande Goffredo Parise sentiva tra i gelsi della sua Salgareda il profumo della terra, delle foglie e dell’acqua, che rappresentava per lui la libertà. Noi abbiamo bisogno di sentire lo stesso profumo, contrastando i progetti di chi vuole toglierlo a noi e alla città in cui viviamo”.“Questo premio non è soltanto un riconoscimento personale”, hanno dichiarato Malini e Sperindei. “È un segnale importante per tutti coloro che, a Pesaro e altrove, difendono l’ambiente, la salute e la libertà di parola. Continueremo a informare la città, a chiedere verità sugli atti e sulle responsabilità, a contrastare il progetto GNL e a difendere il diritto dei cittadini a conoscere e partecipare senza paura”. Per i cittadini che li sostengono, il premio rappresenta un segnale esterno di attenzione e legittimazione. La vicenda del GNL alla Tombaccia non appare più soltanto come una controversia locale, ma come un caso che riguarda informazione pubblica, partecipazione democratica e protezione dei cittadini che intervengono su ambiente, salute e sicurezza.
