Trentaquattro anni fa, a Palermo, la mafia uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i poliziotti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Lo spaventoso attentato di Capaci segnò uno spartiacque tra un prima e un dopo, cambiando profondamente il modo di intendere il valore della legalità, della giustizia e dell’impegno civile contro ogni forma di criminalità mafiosa.
Oggi Palermo e l’Italia tutta hanno ricordato il sacrificio di queste donne e uomini dello Stato, che hanno difeso con la vita la democrazia e la legalità.
Le celebrazioni hanno avuto inizio con la deposizione di una corona di alloro alla “Stele di Capaci”, sull’autostrada A29, da parte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani, accompagnati dal prefetto e dal questore di Palermo, Massimo Mariani e Vito Calvino.
Successivamente, nel vicino “Giardino della memoria”, luogo simbolo dedicato al ricordo delle vittime di mafia, Tina Montinaro, moglie di Antonio e presidente dell’associazione “Quarto Savona Quindici – QS15”, ha accolto il prefetto Pisani nel corso dell’evento dedicato ai giovani e alla cultura della legalità. Qui, infatti, davanti alla teca con i resti della QS15, auto su cui morirono i poliziotti Montinaro, Dicillo e Schifani il 23 maggio 1992, grazie a testimonianze ed eventi, che si sviluppano per l’intera giornata, gli studenti delle scuole palermitane possono conoscere da vicino le storie e gli ideali di chi ha combattuto la mafia fino all’estremo sacrificio.
Uno dei momenti più emozionanti dell’intera giornata è stato quello presso la caserma “Pietro Lungaro”, sede del Reparto scorte della questura di Palermo, luogo simbolo per la storia della Polizia di Stato e per la lotta alla mafia. Qui, infatti, il ministro Piantedosi e il prefetto Pisani hanno reso omaggio ai poliziotti caduti durante le stragi del 1992 con la deposizione di una corona di alloro sulla lapide commemorativa e con lo svelamento del quadro contenente il brevetto del conferimento della Medaglia d’oro al Merito civile alla Bandiera della Polizia di Stato, concessa quest’anno, dal Presidente della Repubblica, proprio per il servizio di scorta e tutela svolto dalla Polizia a favore delle Istituzioni democratiche e delle persone a rischio.
Particolarmente significativi sono stati la presenza dei familiari delle vittime delle stragi, che hanno preso parte anche alla celebrazione della Santa messa nella cappella della caserma ed il pranzo, che il Capo della Polizia ha voluto condividere con i poliziotti del Reparto scorte nella mensa della caserma Lungaro.
Nel corso del pomeriggio, inoltre, presso la Sala “Domenico Corona”, sarà proiettato il settimo episodio del docufilm “I Ragazzi delle Scorte – Rocco e Giuseppe, ragazzi d’altri tempi”, dedicato alle storie dell’agente scelto Rocco Dicillo, uno dei poliziotti della scorta del giudice Falcone caduto nell’attentato del 1992 e a Giuseppe Costanza, autista del magistrato, sopravvissuto alla Strage.
Infine, alle 17.58, il silenzio d’ordinanza, suonato contemporaneamente dai trombettieri della Polizia di Stato, a Capaci, luogo della strage, alla caserma Lungaro e presso l’albero di Falcone, piantato dove era la sua abitazione, ricorderà, come un salto indietro nel tempo, il momento esatto in cui avvenne l’attentato.
La giornata commemorativa rappresenta ancora una volta un momento di riflessione collettiva, nel quale istituzioni, cittadini e giovani hanno ribadito insieme il valore della memoria e l’impegno quotidiano nella difesa della legalità e nel contrasto a ogni forma di criminalità.
