LA STRAGE DI VIA D’AMELIO: Non tralasciare nulla di intentato… Del resto sono da più di 30 anni che inquirenti e Antimafia non tralasciano nulla

Trentatré giornalisti siciliani chiedono al Presidente Mattarella di intercedere all’Antimafia perché la stessa commissione di san Macuto non tralasci nessuna pista sui misteri delle stragi Falcone e Borsellino.
Soprattutto la pista “nera”.
Non tralasciare nulla di intentato. Giusto. Del resto sono da più di 30 anni che inquirenti e Antimafia non tralasciano nulla.
Purché seguano tracce, indizi, prove e non si inseguano teoremi.
Gran parte di questi giornalisti e anche inquirenti nisseni, per esempio, hanno bocciato preventivamente la pista ‘catanese’ indicata dal killer della famiglia Santapaola-Ercolano, Maurizio Avola.
E dire che agli atti della procura di Caltanissetta c’è una perizia dell’avvocato Fabio Trizzino che sorprendentemente sostiene che alcune indicazioni di Avola hanno trovato conferme.
Dopo la pista Berlusconi-Dell’Utri, la Trattativa del Ros dei Carabinieri, il depistaggio di La Barbera e altri poliziotti, dopo i Servizi segreti cattivi, “Viso d’angelo”, adesso la narrazione dell’antimafia militante è approdata alla pista nera.
Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione delle vittime della strage di Bologna, in una recente conferenza stampa ha illustrato la sua “verità “: ”È stata la P2 a pianificare le stragi degli anni Settanta, i Servizi Segreti a proteggere i suoi mandanti ed esecutori, i neofascisti a eseguirle materialmente”.
Non ha parlato solo della “strategia della tensione degli anni Settanta e Ottanta”, Bolognesi. “La strategia della tensione non è mai finita. Ancora oggi sono in attività i depistatori. Personaggi neofascisti in rapporto con i Servizi, come Paolo Bellini, furono coinvolti nella strage di Bologna e in quelle di mafia del ‘92-’93”.
Una pista suggestiva e da verificare. Come tutte le altre. Compresa la “concausa” della strage Borsellino del dossier “mafia e appalti”. Che non è una ipotesi astratta. Ma è scritta nelle diverse sentenze dei processi Borsellino a Caltanissetta.
Guido Ruotolo