“Le voci che restano”: al Teatro Jolly di Palermo le storie di Rita Atria, Stefania Noce e Rosa Balistreri

Le storie di tre donne si intrecciano a Palermo attraversando generazioni e chiedendo, ancora una volta, di essere ascoltate. Panormos Officina Artistica, L’Incanto di Iris e l’Associazione Culturale immaginARTE presentano “Le voci che  restano”, spettacolo di teatro‑canzone in atto unico ideato e interpretato da Stefania Mulè, in scena sabato 16 maggio alle ore 21.00 al Teatro Jolly.

La pièce è il risultato di un percorso artistico che si sviluppa a partire da “In viaggio con Rita Atria e Stefania Noce”, ampliandosi con una terza voce, quella di Rosa Balistreri, figura simbolo della Sicilia popolare e resistente, di cui si avvicina il centenario della nascita (1927–2027).

In scena si intrecciano così le storie di tre donne alla ricerca di verità, giustizia e libertà: Rita Atria, testimone di giustizia, giovanissima e sola dopo la morte di Paolo Borsellino; Stefania Noce, attivista per la lotta contro la violenza di genere; e Rosa Balistreri, artista che ha trasformato il dolore in canto, diventando voce di un’intera terra. Ed è proprio quest’ultima a diventare il ponte naturale tra Rita e Stefania, una presenza capace di dare respiro e continuità a due storie spezzate.

Accanto a Stefania Mulè, il palco vede la presenza dell’Associazione Culturale immaginARTE, i testi dello scrittore Paolo Scatragli (per la voce fuori campo della stessa Mulè), le percussioni di Entela Prenjasi e la direzione tecnica di Francesco La Mantia, con la partecipazione straordinaria di Benedetto Raneli.“Le voci che restano”, che conclude la rassegna Trame e Identità” di Panormos Officina  Artistica e L’Incanto di Iris, si costruisce come un rito civile, in cui narrazione, musica dal vivo e immagini si intrecciano per invitare il pubblico a trasformare la memoria in consapevolezza e presenza