Accesso agli atti sul parere “secretato”, De Luca: “Chi alimenta dubbi esca allo scoperto. Noi chiediamo trasparenza totale”
PALERMO – “Abbiamo formalizzato una richiesta ufficiale di accesso agli atti per ottenere copia integrale del parere n. 020.11.26 dell’Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana, relativo all’applicazione dell’articolo 7, comma 3, della legge regionale n. 7 del 1992. Un parere che risulta RESO – Sottratto all’accesso ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. a), D.P. Reg. 16 giugno 1998, n. 12
Lo dichiara il deputato regionale Cateno De Luca, insieme ai colleghi Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto del gruppo Sud Chiama Nord.
“Parliamo di un atto richiesto dallo stesso Dipartimento regionale delle Autonomie Locali, cioè dall’amministrazione che sovrintende ai procedimenti elettorali. E parliamo di un parere che oggi viene evocato per alimentare dubbi, insinuazioni e polemiche, senza però essere mai reso pubblico.
Nessuno aveva fatto questo atto di accesso, pur potendolo fare tutti i parlamentari. Noi intanto lo abbiamo fatto, perché non consentiamo a nessuno di continuare ad avvelenare la campagna elettorale.

Siamo fiduciosi del parere reso dall’Ufficio legislativo e legale e siamo fiduciosi del comportamento corretto tenuto dagli uffici dell’Assessorato regionale alle Autonomie locali. Di conseguenza, siamo altrettanto convinti che, se quel parere fosse stato di tenore opposto rispetto ai due precedenti pronunciamenti dell’Ufficio Elettorale regionale, nessuno si sarebbe mai macchiato di un reato di falso.
Proprio per questo abbiamo avanzato la richiesta di accesso agli atti, utile anche per essere allegata alla denuncia che presenteremo martedì all’autorità giudiziaria nei confronti di Marcello Scurria e Matilde Siracusano per artifizi e raggiri finalizzati a inquinare la campagna elettorale, a fuorviare l’elettorato e ad alterare la libera formazione della volontà elettorale.

La richiesta è stata avanzata ai sensi gli articoli n.2 comma 4 e dell’art.3 del D.P. Reg. 16 giugno 1998, n. 12, proprio perché riteniamo indispensabile fare piena luce su un documento che qualcuno utilizza come arma politica, ma che nessuno ha il coraggio di mettere sul tavolo.
Noi non accettiamo che una campagna elettorale venga condizionata da voci, mezze verità o documenti tenuti nascosti. Chi ha qualcosa da sostenere lo faccia alla luce del sole.
Noi abbiamo fatto la nostra parte. Ora tocca agli uffici competenti garantire chiarezza. E a chi ha alimentato questo clima, assumersi la responsabilità delle proprie parole”.
