La street artist Laika torna a dipingere la Global Sumud Flottilla, dopo aver già realizzato opere sulle navi nella precedente missione, e sostiene la nuova spedizione con due interventi sulla “nave madre” della GSF che ieri, 12 aprile, ha salutato Barcellona, per ricongiungersi nei prossimi giorni con il resto della flotta formata da circa 100 imbarcazioni in Italia e in Grecia.
La piccola Hind Rajab che indica la rotta, omaggio alla bimba uccisa da 355 colpi di artiglieria, ma anche a Ritaj Rihan freddata a soli 9 anni mentre studiava con i suoi compagni di classe e agli altri 18000 minori che questa guerra ha spazzato via, e poi una coppia di manifestanti ProPal che si baciano: “Nel nome di Hind” e “Blocchiamo tutto”, queste sono le due opere lasciate dall’artista.
Laika sottolinea che oggi è ancora più importante dare forza a questa nuova missione perché il genocidio a Gaza è ancora in corso e che “a Gaza si muore nel silenzio di stampa e opinione pubblica, un silenzio anche causato dalla finta tregua voluta da Trump” che da quando è stata dichiarata ha registrato più di 700 vittime che si aggiungono alle oltre 72.000 già presenti in questa terribile conta.

Secondo l’artista, oggi più che mai è fondamentale rompere ed eliminare un blocco navale israeliano imposto dal 2009 da un esercito di occupazione illegale, e garantire che a Gaza arrivino in modo continuo ed illimitato aiuti umanitari e risorse umane utili a ricostruire la Striscia e a fornire assistenza medica.
Laika evidenzia inoltre la necessità di tornare in piazza per chiedere a governi ed Unione Europea di “smettere di essere complici e di interrompere ogni tipo di relazione economica e commerciale con Israele”, ribadendo la necessità di tornare a bloccare tutto come questione di umanità.
“Sogno la fine dell’occupazione e dell’oppressione coloniale a Gaza e nella Cisgiordania occupata. Buon vento Sumud”, conclude.
