A dieci anni dalla scomparsa dell’architetta e designer di fama mondiale, Milano le rende omaggio con una nuova via all’interno del parco urbano…
Milano rende omaggio a Zaha Hadid, architetta e designer di fama internazionale, a dieci anni dalla sua scomparsa, con una nuova via all’interno del Parco di CityLife. La cerimonia di intitolazione si è svolta questa mattina, con lo svelamento della targa da parte dell’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, insieme alla presidente del Municipio 8 Giulia Pelucchi, all’amministratore delegato di CityLife Paolo Micucci, al direttore Zaha Hadid Foundation Aric Chen e Hanif Kara, trustee della stessa Fondazione. Presente anche una rappresentanza degli studenti del liceo artistico Umberto Boccioni.
Zaha Hadid, prima donna a ricevere il Premio Pritzker di Architettura nel 2004, ha lasciato un’impronta distintiva a CityLife con la Torre Generali, il CityLife Shopping District e le residenze che portano il suo nome, definendo l’identità architettonica del quartiere. La nuova via, che collega viale Duilio a piazzale Carlo Magno e passa vicino alla celebre Torre Generali firmata da Hadid, rappresenta un riconoscimento concreto del contributo dell’architetta al panorama architettonico contemporaneo e alla trasformazione urbana della città.

“Intitolare oggi una via a Zaha Hadid – ha dichiarato l’assessore Sacchi – significa riconoscere il valore del suo lavoro e il segno che ha lasciato anche a Milano. A dieci anni dalla sua scomparsa, il suo contributo resta evidente non solo nelle opere realizzate, ma anche nel modo in cui ha influenzato il progetto architettonico contemporaneo. Il suo approccio ha contribuito a ridefinire il rapporto tra spazio urbano e persone, ponendo attenzione alla qualità degli ambienti e alla loro funzione nella vita quotidiana”.
Per Zaha Hadid, l’Italia ha rappresentato “una fonte costante di ispirazione, tanto sul piano umano quanto su quello architettonico. Sapere che il suo nome viene oggi inscritto nel tessuto vivo di Milano, nelle sue strade, nei suoi ritmi quotidiani, nella sua memoria civica e collettiva, rappresenta per noi un gesto di straordinaria generosità e di altissimo riconoscimento culturale – è stato il messaggio inviato dai nipoti Rana, Tala e Hussein e letto da Davide Giordano, storico collaboratore dell’architetta.
