Tensioni all’interno dell’Università di Bologna. La Polizia di Stato denuncia sette persone

Bologna – La Polizia di Stato di Bologna, nello specifico personale della Digos, ha denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria sette persone indagate, a vario titolo, per i reati di occupazione, interruzione di pubblico servizio, violenza privata e percosse, commessi la mattina del 9 marzo 2026, in occasione dello sciopero indetto per celebrare la giornata internazionale delle donne.

In particolare, la sera dell’8 marzo scorso, la DIGOS ha appreso di un’iniziativa promossa dal Collettivo Universitario Autonomo (CUA) che, con il dichiarato scopo di riprendersi gli spazi della zona universitaria, è sfociata nell’occupazione del Dipartimento di Storia dell’Università di Bologna, situato al civico 38 di via Zamboni. Nella medesima serata, attraverso i canali social del collettivo, è emerso che l’iniziativa si sarebbe protratta fino alla giornata successiva.

La mattina del 9 marzo, personale DIGOS ha accertato la presenza di numerosi attivisti del CUA dinanzi al Dipartimento universitario i quali, posizionando alcune transenne dinanzi l’ingresso della sede ed ivi stazionando, hanno creato uno sbarramento che impediva di accedervi liberamente. Nella circostanza, senza alcun titolo, è stato vietato l’accesso alla sede universitaria ad un ragazzo che aveva in programma un esame. Nonostante i tentativi di dialogo portati avanti dallo studente con gli attivisti, lo stesso sarebbe stato dapprima respinto e, successivamente, accompagnato coattivamente a decine di metri dall’ingresso interessato. Dopo un ulteriore tentativo da parte dello stesso di fare accesso per sostenere l’esame, altri appartenenti al collettivo lo avrebbero condotto forzosamente fino a Piazza Verdi, arrivando a percuoterlo.

Al termine della vicenda, lo studente è riuscito a sostenere la prova solo grazie all’intervento di una Professoressa che, avvertita dell’accaduto, lo avrebbe fatto entrare da un ingresso secondario non presidiato dai manifestanti, poiché fruibile dal solo corpo docente.

All’esito dell’attività investigativa condotta dalla DIGOS, sono state quindi denunciate sette persone, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria per i reati di occupazione, interruzione di servizio pubblico, violenza privata e percosse.