Fino a 312 euro in più all’anno sulle bollette di luce e gas a famiglia, a seguito della situazione internazionale dovuta alla crisi iraniana. È questo l’impatto stimato dagli analisti del settore energetico, dopo che il prezzo del gas sul mercato europeo di riferimento (TTF di Amsterdam), ha registrato rialzi a marzo superiori al 60%, mentre il Petrolio Brent ha toccato picchi prossimi ai 100 dollari a barile. Per I condomini con riscaldamento centralizzato e contratti a tariffa indicizzata, la stangata rischia di essere ancora più pesante.
“Questi numeri impongono la massima attenzione da parte di tutti gli attori della filiera immobiliare – dichiara Leonardo Caruso, presidente di ANACI Milano e presidente della Divisione Professionale degli Amministratori di condominio della Ceab – l’escalation del conflitto in Iran e le tensioni nello stretto di Hormuz hanno ribaltato in poche settimane le previsioni che, a inizio anno, lasciavano sperare in un calo dei costi energetici. Ci troviamo di fronte alla più grave interruzione dell’offerta petrolifera degli ultimi decenni e l’Europa in particolare – ha proseguito – ne paga le conseguenze dirette”. Il gas che riscalda le case italiane e alimenta le centrali elettriche, “si forma su un mercato globale – ha spiegato Caruso – e quando l’offerta si contrae il prezzo sale per tutti, e gli effetti li vedremo a breve nelle bollette condominiali”.
Le analisi internazionali più recenti, indicano l’Italia, dove oltre il 70% della popolazione vive in condomini, come tra le più esposte al nuovo shock energetico, con un’inflazione attesa in crescita di oltre un punto percentuale entro fine anno rispetto alle previsioni pre-conflitto.
«Il mio consiglio ai cittadini e agli amministratori è di non lasciarsi prendere dal panico, ma di agire con consapevolezza – afferma il Presidente di ANACI Milano –. In questo contesto, assume un ruolo centrale e determinante la figura dell’amministratore professionista, il quale, grazie a competenza, esperienza e costante aggiornamento, è chiamato a effettuare le necessarie valutazioni e a individuare la soluzione contrattuale più adeguata.
È proprio attraverso un approccio tecnico e responsabile che l’amministratore può contribuire a contenere, per quanto possibile, l’impatto dell’inevitabile rincaro economico sulle economie delle famiglie italiane, garantendo al contempo una gestione oculata e sostenibile delle forniture condominiali».
