Novara: truffa dello spoofing telefonico, recuperati 36 mila euro

Il display che segna il numero della questura di Novara, una voce autorevole dall’altro capo e il panico di un conto corrente aziendale sotto attacco. Sono gli ingredienti di una sofisticata truffa informatica con la tecnica dello spoofing telefonico che permette di camuffare il numero chiamante facendolo apparire come un numero istituzionale. I poliziotti della Questura, attivati immediatamente dalla denuncia di un imprenditore di Novara, sono riusciti a sequestrare diversi conti correnti e a recuperare 36mila euro dei 96 che, la moglie di questo, caduta nella trappola, aveva trasferito in “conti sicuri”.

La vittima riceve un SMS, apparentemente da Nexi che segnala un presunto tentativo di frode. La donna preoccupata per il messaggio ricevuto contatta il numero presente nel messaggio e nella conversazione con un operatore viene avvisata che a breve avrebbe ricevuto una telefonata dalla Polizia.
Un finto ispettore convince la vittima a trasferire i soldi dei conti aziendali in altri “conti sicuri” al fine di proteggerli da una frode in atto.

La donna, ingannata dall’autorevolezza del contatto, dispone diversi bonifici istantanei per un totale di oltre 96mila euro.

Accertamenti bancari d’urgenza e tempestività d’azione hanno permesso d’individuare la rete di smistamento del denaro frazionato su più conti e identificare diverse persone residenti tra la Campania e il Lazio coinvolte nella gestione dei conti correnti.

Le indagini sono ancora in corso per ricostruire l’intera rete criminale

Si rinnova l’invito a diffidare di telefonate, messaggi o mail che sollecitino ad agire con urgenza o richiedano operazioni bancarie immediate, anche quando sembrino provenire da enti ufficiali. In caso di dubbi, è fondamentale contattare direttamente il proprio istituto di credito e le Forze dell’ordine tramite canali ufficiali.