A metà strada tra Lucca e Pistoia fa capolino l’antico borgo di Collodi, con le sue pittoresche case colorate che si arrampicano sul pendio di un colle scosceso, l’Antica Rocca e la maestosa Villa Garzoni che sorge sulle rovine dell’antico castello medievale. Ma per tutti questa tranquilla località toscana è legata indissolubilmente a Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, celebre firma del romanzo Le avventure di Pinocchio. Lo scrittore e giornalista fiorentino, infatti, scelse il nome d’arte Collodi per il suo legame affettivo con il borgo, dove trascorse buona parte della sua infanzia frequentando la casa del nonno materno.
Oggi Collodi è infatti identificata con Pinocchio, conosciuta a livello internazionale grazie alla fama non solo del libro ma anche del parco a tema a lui dedicato. Inaugurato nel 1956, il Parco di Pinocchio non è, come può sembrare all’apparenza, un tradizionale parco di divertimento, ma un vero e proprio viaggio nell’arte e nella letteratura dove il percorso letterario è accompagnato da mosaici, edifici e sculture, il tutto immerso nel verde rigoglioso che testimonia l’unione tra arte e ambiente. Si percorre un itinerario tortuoso tra la folta vegetazione ma questo aggiunge il tocco magico al tutto, in quanto ogni tappa che si va a scoprire arriva in maniera completamente inaspettata al visitatore e le piante stesse che si incontrano sono state collocate per creare le atmosfere e gli episodi del racconto delle avventure di Pinocchio. Ecco, dunque, un percorso che proietta il visitatore del parco a vivere le avventure in compagnia del burattino, e allo stesso tempo offre l’opportunità di cogliere la bellezza dell’arte con mostre ed illustrazioni, laboratori per creare burattini, spettacoli con marionette e cantastorie.
L’idea della realizzazione di un parco tematico dedicato ad una delle storie più celebri del mondo si deve al sindaco di Pescia, il Professor Rolando Anzilotti, che all’inizio degli anni Cinquanta istituì il comitato per il Monumento a Pinocchio: con l’occasione invitò i maggiori artisti dell’epoca a concorso, e il risultato fu la partecipazione di ben 84 scultori con i loro bozzetti. A vincere furono Emilio Greco con Pinocchio e la Fata e Venturino Venturi con la Piazzetta dei Mosaici, che sono le prime due tappe del percorso. Fu cosi che, nel 1956, vennero inaugurati il gruppo bronzeo che rappresenta la metamorfosi di Pinocchio e i meravigliosi mosaici che rappresentano i principali episodi delle sue avventure, immersi in uno spazio da favola progettato dagli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi. Le varie tappe della passeggiata si snodano dunque attraverso le opere dei grandi artisti del Novecento, a rappresentare momenti noti e meno noti delle avventure di Pinocchio, con i personaggi più o meno celebri come il Gatto e la Volpe, il Carabiniere, il mitico pescecane ovvero la Balena dove si può entrare per incontrare Geppetto. Nel Campo dei Miracoli brilla l’Albero degli zecchini d’oro, e poco dopo spuntano il Serpente e i Quattro coniglietti, il Granchio che spruzza acqua, le Reti e la Padella del Pescatore Verde. Non può mancare Pinocchio in versione Ciuchino, incitato ad esibirsi davanti al pubblico.
Nel Museo del Parco, Laboratorio delle Figure, e nella Sala del Grillo Parlante si possono ammirare mostre tematiche su Pinocchio, un modo creativo per avvicinare anche i più piccoli all’arte contemporanea. Particolarmente interessante è anche la Biblioteca Virtuale che offre la possibilità di andare alla scoperta delle edizioni di Pinocchio di tutto il mondo grazie al supporto di lavagne multimediali con schermo touch screen. Non dimentichiamo infatti che, dopo la Bibbia e il Piccolo Principe, Le Avventure di Pinocchio è il libro più tradotto al mondo in oltre 300 lingue. Il Parco di Pinocchio si presenta a tutti gli effetti come un museo a cielo aperto e ogni anno richiama milioni di visitatori pronti ad intraprendere un percorso fantastico tra piante, fiori, vegetazioni ed opere d’arte, diventando personaggi stessi della storia, come a dialogare con quelli che si incontrano via via durante il percorso. di visita. E’ considerato un unicum in tutta Italia, con la sua miscela perfetta tra l’ambiente naturale e le sculture, essenziali e sobrie, che comunicano tra loro in un luogo votato alla semplicità e che fa sentire ogni visitatore protagonista di una favola senza tempo. Si può pensare ad una gita fuori porta da Firenze per raggiungere Collodi, che dista circa un’oretta di macchina. E nel capoluogo toscano un buon punto di partenza è l’Hotel Botticelli, situato in posizione strategica in pieno centro storico. All’interno di uno splendido palazzo cinquecentesco, si trova a pochi passi dalle principali attrazioni, dove lo charme toscano incontra il lusso moderno.
