Referendum giustizia: Radicali, “il SÌ è una battaglia radicale, non della destra”

“Questo referendum non nasce a Palazzo Chigi, ma nelle battaglie di Marco Pannella, Enzo Tortora, Emma Bonino, del Partito Radicale e di una certa cultura garantista di cui sentiamo la mancanza”, dichiarano Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, e l’On. Paolo Vigevano, storico Tesoriere del Partito Radicale e fondatore di Radio Radicale. “Votare SÌ – proseguono – non rafforza Meloni: i Governi passano ma le garanzie costituzionali restano.

Rafforza, invece, una giustizia più giusta e allontana l’influenza della politica sulla magistratura. Chi invita al no, spesso in nome di una difesa non meglio definita della Costituzione, finisce per difendere l’esistente: un sistema che produce abusi e che rafforza il potere di un partito corporativo quale é l’ANM, un vero e proprio potere dello Stato senza contrappesi e controlli. La scelta è semplice: o si correggono gli squilibri, o li si conserva. Il NO è status quo, mentre il SÌ è un passo in avanti verso una stagione di riforme più ampie.

Poco importa dei compagni di strada: nelle urne ci sarà una scheda con un quesito giusto. Invitare a votare non solo perché il referendum é proposto dalla destra, é sintomo di una vecchia politica che ragiona ancora ideologicamente e a colpi di demagogia. A rimetterci, nel frattempo, sono le migliaia di italiani che subiscono un processo ingiusto e che, se vincesse il no con il conseguente blocco di riforme per i prossimi trent’anni, continueranno a subire una giustizia indegna”, concludono.