Lucilla Giagnoni torna a Brescia con un inedito ed emozionante lavoro. Nuova tappa della sua Trilogia della generatività, lo spettacolo raccoglie le riflessioni intrecciate negli ultimi anni e, in modo evocativo, racconta dello spettacolare concerto di armonie che è la vita, energia misteriosa e incontenibile.
In scena per la cinquantaduesima Stagione del Centro Teatrale Bresciano, intitolata L’equilibrio degli opposti, arriva a Brescia lo spettacolo Sinfonia fantastica. Le età della vita che prosegue la programmazione 2025/2026 del CTB: sarà al Teatro Renato Borsoni di Brescia (via Milano, 83) dal 20 al 22 marzo 2026, tutti i giorni alle ore 20.30; la domenica in doppia replica alle ore 15.30 e 20.30.
I biglietti per le recite sono esauriti. A partire da mezz’ora prima dell’inizio di ogni recita, verrà stilata una lista d’attesa – redatta in ordine d’arrivo presso il Teatro Borsoni – per la messa in vendita di eventuali biglietti di rinunciatari.
Lo spettacolo è di e con Lucilla Giagnoni, con la collaborazione ai testi di Maria Rosa Pantè; le musiche sono di Paolo Pizzimenti, le luci e immagini di Massimo Violato, l’assistenza alla regia è di Laura Vanini, Daniela Falconi per una produzione firmata Centro Teatrale Bresciano.
Sinfonia fantastica è realizzato grazie al sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.
Con Sinfonia fantastica va in scena il racconto dello spettacolo della vita. Lucilla Giagnoni lo presenta come un libro, scandito dal tempo dell’esistenza di un essere umano: lo rileggiamo insieme attraverso le quattro età e i quattro elementi in cui si manifesta. Tra una premessa e un indice, come nei libri, quattro capitoli in cui la vita è narrata attraverso la grande letteratura (Dante, Pirandello, Dickinson, Hildegarda) e le visioni di grandissime scienziate e biologhe che hanno cambiato e stanno ancora cambiando il modo di fare scienza e di esplorare il mondo.
“Sono entrata in quella parte della vita che alcune culture orientali, in particolare quella induista, chiamano ‘L’età della foresta’: il tempo in cui ci si ritira dal mondo, si entra nella nostra selva, per essere ancor più intensamente dentro al mondo, nel silenzio e nella riscoperta dell’essenza, anche della cruda verità di ciò che conta, preparandosi così all’ultima età, quella che porta a liberarsi dal peso del mondo e delle cose.
In quest’epoca, sempre più devastata da pulsioni collettive di distruzione e morte, diventa ancora più importante ricordare che disponiamo di un tempo limitato su questa Terra, molto prezioso, a cui dare senso.
Dai margini della foresta in cui ora mi trovo, guardo indietro al mio lavoro d’artista e vedo che in fondo ha scandito ogni tappa della mia vita: tre trilogie di spettacoli, due compiute (della Spiritualità e dell’Umanità), e una da compiere (della Generatività). Lo vedo così il mondo, ora, e vedo che ho ancora due passi da fare: Sinfonia fantastica è il primo di questi ed è il mio racconto dello spettacolare concerto
di armonie che è la vita, la misteriosa e insieme spudorata energia di questa terra, che ci anima e che ci supera, la cui origine nessuno scienziato è ancora riuscito a svelare. Una strabordante ricchezza e complessità, dove l’unità, la sinfonia, è incredibilmente più ricca della somma delle singole parti. Un prato dove ogni singolo filo d’erba ha la sua nota, armonica o disarmonica, ma senza quel filo d’erba non sarebbe quel prato.
L’abbiamo cantata da sempre in poesia, teatro, scienza, mistica e chi è entrato come me nell’età della foresta spero comprenda l’emozione con cui la racconto; chi, in questo momento, sta attraversando altre
età, può farne tesoro rendendo più intensa la vita che vive. Poi vi aspetterò al prossimo lavoro che dalla vita mi porta inesorabilmente alla… beh, immaginate su cosa sarà!”.
Lucilla Giagnoni
