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POPULUS: arte contemporanea e scienza per raccontare il Po tra crisi climatica e biodiversità

Marzo 18, 2026 istantanea

PARMA – Il grande fiume Po diventa protagonista di un viaggio tra arte, scienza e partecipazione pubblica. Dal 1° aprile al 30 maggio 2026, tra le province di Reggio Emilia, Mantova e Parma, prende vita POPULUS, progetto di public engagement promosso dal Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, che affida ai linguaggi dell’arte contemporanea il racconto degli ecosistemi fluviali.

Installazioni, opere pittoriche, performance sonore, passeggiate e incontri con ricercatori guideranno il pubblico alla scoperta delle trasformazioni del Po nel contesto della crisi climatica e del declino della biodiversità. Il progetto è realizzato con il supporto dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, segreteria tecnica della Riserva MAB UNESCO “Po Grande”, e con il patrocinio dei Comuni di Guastalla, Boretto e Parma.

Il titolo del progetto rimanda al genere botanico Populus, quello del pioppo nero (Populus nigra), uno degli alberi più emblematici del paesaggio padano e presenza ricorrente nelle opere degli artisti.

Responsabile scientifico del progetto è Rossano Bolpagni, ecologo dell’Università di Parma, mentre l’ideazione e la curatela del percorso artistico sono affidate a Michela Ongaretti, che ha scelto di mettere in dialogo discipline artistiche diverse per offrire al pubblico molteplici livelli di esperienza e interpretazione.

L’obiettivo è accrescere la consapevolezza sulla straordinaria rilevanza ecologica del fiume Po e sugli effetti locali della crisi climatica, in particolare nell’area della Riserva MAB UNESCO “Po Grande”, coinvolgendo studenti, comunità rivierasche e pubblico di tutte le età.

Protagonisti artistici sono molom – il duo composto da Milena Berta e Alessandro Pedretti – e Gio Manzoni, due tra le voci più interessanti della scena contemporanea, chiamati a interpretare il paesaggio del Po attraverso linguaggi complementari.

L’installazione Aqualucentis del duo molom nasce da un intenso dialogo con il paesaggio: scultura in alabastro e paesaggio sonoro interattivo si intrecciano in un’opera site specific che raccoglie frammenti materiali e acustici degli argini del Po, invitando il pubblico a vivere un’esperienza sensoriale tra suono, memoria e materia.

Le opere di Gio Manzoni, realizzate con carboncino e materiali vegetali come il caffè, evocano invece la monumentalità dei maestri del Cinquecento e l’immediatezza del muralismo messicano. Il suo lavoro intreccia mito e botanica: il progetto pittorico Pianeta Fetonte si sviluppa su grandi supporti simili a stendardi e racconta l’immaginario mitologico del fiume insieme alle specie vegetali che ne abitano le rive.

POPULUS vuole trasformare l’arte in una vera cassa di risonanza per il paesaggio fluviale: non solo per raccontarne le fragilità, ma soprattutto per restituire il fascino e la ricchezza di un ecosistema complesso e vitale, invitando a osservare, comprendere e prendersi cura del grande fiume.

POPULUS si propone come un’iniziativa prototipale ma aspira a trasformarsi in un percorso permanente, coinvolgendo attivamente “Po Grande Youth” che supporta le progettualità per i giovani (tra i 18-35 anni) della Riserva.

Il programma

Guastalla (RE) – Golena del Po e Ex Chiesa di San Francesco, 1-6 aprile 2026

Il progetto si apre il 1° aprile con una giornata di attività tra natura e arte.

La mattina, dalle ore 9.30, gli artisti di molom guideranno una passeggiata sonora nella golena del Po, mostrando come si raccolgono i suoni del paesaggio fluviale attraverso tecniche di field recording. Dalle ore 11, all’interno dell’ex Chiesa di San Francesco, Gio Manzoni dialogherà sul contenuto della sua grande rappresentazione del mito di Fetonte con gli studenti e insieme creeranno uno storytelling avvincente, di stampo teatrale, con l’aiuto degli insegnanti e della curatrice. Nelle fasi successive gli studenti saranno coinvolti in laboratori di storytelling e disegno dedicati alle specie botaniche del fiume. Alle ore 17 apertura ufficiale delle esposizioni con la presentazione delle opere degli artisti e della curatrice. La mostra resterà visitabile fino al 6 aprile (dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 14.30 alle 18.30).

Boretto (RE) – Cattedrale del Po, 10 aprile 2026

Alle ore 17 la suggestiva Cattedrale del Po ospiterà un incontro tra ricercatori universitari, studenti e artisti dedicato ai processi ecosistemici del grande fiume e alla loro interpretazione artistica.

Durante la serata il duo molom presenterà una performance di musica organica, costruita a partire dai suoni raccolti lungo il Po.

Pomponesco (MN) – dalla Piazza alla Garzaia, 24 aprile 2026

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, POPULUS propone un viaggio eco-botanico nel paesaggio fluviale. Partenza alle ore 14 dalla piazza di Pomponesco con introduzione ai temi del percorso, seguita da un’esplorazione naturalistica nella Garzaia guidata dall’ecologo Rossano Bolpagni, tra riconoscimento delle specie e racconto del progetto artistico, con la partecipazione della curatrice Michela Ongaretti.

Parma – Biblioteca Civica, 29–30 maggio 2026

L’ultima tappa del progetto si svolgerà nella Biblioteca Civica di Parma con l’evento espositivo conclusivo e due talk multidisciplinari.

Il 29 maggio (dalle ore 15) apertura della mostra e incontro con i promotori del festival cinematografico ambientale InSostenibile e con l’Autorità di Bacino del Po, che presenteranno le attività della Riserva MAB UNESCO “Po Grande”.

Il 30 maggio (dalle ore 11) dialogo tra geografia ed ecologia sull’evoluzione del paesaggio fluviale con il geografo Davide Papotti dell’Università di Parma.

La chiusura sarà affidata all’arte con una sessione di live painting di Gio Manzoni, che completerà dal vivo il suo Pianeta Fetonte facendo emergere le specie botaniche protagoniste del racconto visivo.

 

Per maggiori informazioni e/o materiale fotografico:

Ufficio Stampa POPULUS Raffaella Ilari Tel. 333 4301603

IG: @populus2026

 

GIO MANZONI (https://giomanzoni.it/)

Creazioni uniche realizzate con grafite e colori naturali. «Giovanni Manzoni crede nel disegno come rappresentazione del pensiero, il primo gesto di ogni espressione artistica: la più congeniale perché diretto e immediatamente comprensibile del soggetto e allo stesso tempo personale e unico come la grafia, la traccia del proprio passaggio. Si ispira soprattutto ai grandi maestri cinquecenteschi, ma anche al muralismo messicano, per via delle sue origini boliviane, e per l’idea di “avvolgere” lo spettatore. Quando scopre Orozco e Rivera sogna di avere a disposizione, come loro, grandi muri. Poi nasce l’idea dell’utilizzo del caffè, quello che poco prima era cibo diventa non più scarto ma si “rigenera” come materia utile e necessaria nella colorazione. Conferisce corpo al disegno, lo armonizza e dona intensità al volume. Il tè o il caffè diventano componente insostituibile per un dipinto. Come ha in dichiarato l’artista nell’intervista per il progetto con Berlucchi: “mi piace pensare che oltre ai riferimenti, per me espliciti e fonte di ispirazione senza fine al Cinquecento Italiano, soprattutto Michelangelo, e ai riferimenti alla tecnica del dripping di Pollock, ci sia anche un pò di Street Art nel mio lavoro”. Quello che si vede in effetti recupera parte di quella dimensione: ci troviamo di fronte ad un’arte di semplice comprensione, dal messaggio immediato e diretto; suggestiva per tutti gli osservatori, carica di gioia e dinamicità e gioia di vivere nella potenza michelangiolesca dei corpi e delle movenze». Michela Ongaretti

 

MOLOM – ALESSANDRO PEDRETTI e MILENA BERTA (https://www.bertapedretti.com/)

Alessandro Pedretti, compositore e sound designer, realizza sonorizzazioni, colonne sonore e ambientazioni sonore per documentari, podcast, installazioni e performance multimediali. La sua ricerca si concentra sulla costruzione di paesaggi sonori in cui il suono si espande come materia plastica, modellando lo spazio attraverso fenomeni di risonanza, stratificazione timbrica e strutture polimetriche. L’interesse per il field recording, l’acustica ambientale e la spazializzazione sonora lo porta a sviluppare opere in cui l’ascolto diventa un dispositivo esperienziale, rivelando nuove modalità di interazione tra suono e ambiente. Milena Berta, scultrice e artista visiva, laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Santa Giulia a Brescia, focalizza la sua ricerca sulla trasformazione della materia, con particolare attenzione alla pietra e alla sua memoria geologica, concepita non come elemento statico, ma come testimone di processi naturali e traccia del tempo in continua ridefinizione. Attraverso la scultura, esplora le potenzialità espressive del materiale, trasformandolo in un mezzo di indagine sui processi di mutazione e instabilità. Il suo approccio non si limita alla dimensione visiva e tattile, ma si estende a quella sonora, rivelando le vibrazioni intrinseche della materia e la sua capacità di dialogare con lo spazio.

Insieme lavorano attraverso residenze artistiche, collaborazioni con festival, istituzioni culturali e progetti site-specific, esplorano il dialogo tra arte, paesaggio e memoria sonora, sviluppando una pratica che intreccia scultura, sound design e performance. Guidati da un processo di ricerca condiviso, realizzano interventi che si integrano organicamente nei luoghi, trasformando materia e suono in esperienze capaci di ridefinire la percezione dello spazio e della memoria.

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