Il capoluogo toscano è sempre ricco di sorprese da scoprire, come la Chiesa di San Pancrazio, che ospita il museo dedicato al grande artista Marino Marini, scultore, pittore e incisore tra i protagonisti del Novecento. Con le sue 183 opere, principalmente sculture ma anche dipinti e disegni realizzati tra il 1916 e il 1977 , il museo offre ai visitatori un vero e proprio viaggio tra antico e moderno, passato e avanguardia, permettendo di confrontarsi con tutti i punti di vista dell’artista.
Tra le perle di Firenze un luogo tutto da scoprire è l’ex chiesa di San Pancrazio. Si tratta di un complesso ecclesiastico costruito sopra quella che era una necropoli risalente all’insediamento romano, rimasto sotto la gestione delle suore benedettine per diversi secoli. Passato poi ai monaci benedettini vallombrosani che ristrutturarono il convento, lo adibirono ad ospedale ed ostello per pellegrini nel corso del Quattrocento. Non in molti sanno che c’è anche la mano di Leon Battista Alberti in questa struttura, in quanto realizzò la cappella che ospita un tempietto rivestito di marmi bicromi intarsiati, che raffigura il Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Nei secoli successivi la Chiesa di San Pancrazio subì ulteriori trasformazioni venendo utilizzata come sede delle lotterie napoleoniche, come pretura fino anche come manifattura tabacchi. Si arriva poi al 1988 quando si inaugura quello che oggi è il Museo Marini, dedicato ad uno dei più importanti artisti italiani del secolo scorso. Nato a Pistoia nel 1901, Marini frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze seguendo corsi di pittura, scultura e incisione. Ha sempre mostrato interesse per le avanguardie, oltre che per le possibilità espressive della scultura antica, arcaica, etrusca e medioevale. Nel corso della sua vita è docente di scultura alla Scuola d’Arte di Monza prima e Torino e Milano poi, compie diversi viaggi in tutta Europa: in Germania rimane colpito soprattutto dalle sculture equestri delle cattedrali di Francoforte, Norimberga e Bamberga, con il tema equestre che diventerà uno delle sue caratteristiche principali.
A Venezia conosce Henri Moore e Peggy Guggenheim che, nell’autunno del 1949, acquista direttamente dall’artista un bronzo, L’angelo della città, poi collocato sulla terrazza della residenza veneziana in Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande. Approda quindi a New York dove, tra mostre personali e incontri con grandi personaggi, conosce la mecenate Blanchette Rockefeller, che acquista un cavallo in bronzo per la propria raccolta. Tante sono le esposizioni con le sue opere che sono presenti nei musei di tutto il mondo, ma le raccolte più particolari sono conservate alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Milano, al Centro di Documentazione Marino Marini di Pistoia e, appunto, al Museo Marino Marini di Firenze. Qui le opere esposte, principalmente sculture ma anche dipinti e disegni eseguiti tra il 1916 e il 1977, sono disposte su più livelli seguendo un ordine tematico che consente ai visitatori di esplorare liberamente il mondo dell’artista.
Il risultato è un raro equilibrio tra l’architettura del luogo e le opere d’arte, capace di regalare un’esperienza unica per i visitatori che hanno la possibilità di intraprendere un viaggio tra antico e moderno, passato e avanguardia. Nell’ambiente del museo sono stati concepiti e creati dei “percorsi” finalizzati alla lettura delle opere grazie a spazi ampi e luminosi e alla possibilità di interpretazione da diversi punti di vista, il che consente una lettura completa del lavoro dell’artista.
Il percorso di visita è focalizzato sui temi a lui più cari, come quello del Cavaliere che ha come perno centrale il Gruppo equestre dell’Aja. Le sculture su cavalli e cavalieri documentano l’evoluzione del rapporto uomo-natura passando da forme armoniche a rappresentazioni drammatiche; la celebre scultura intitolata Il Miracolo, del 1951, rappresenta la caduta del cavaliere ponendo l’attenzione sul tema della crisi e del conflitto. Ci sono anche le ballerine e i giocolieri che esplorano il movimento e la leggerezza date anche dalle forme sinuose, mentre nell’area del Pomone sono ospitate sculture dedicate alla figura femminile e alla fertilità e tra i dipinti e le incisioni spiccano lavori che mostrano influenze di Picasso e Matisse, focalizzate sul circo e ritratti. In tutto sono 183 le opere permanenti del maestro tra sculture, dipinti, disegni e incisioni, a cui si alternano esposizioni dedicate ad artisti e tematiche dal novecento alla contemporaneità.
Il Museo Marini è aperto lunedì, sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00 ed un’altra particolarità della location è quella di sfruttare la luce naturale per valorizzare le sculture. Il dipartimento educativo offre attività con taglio tematico, mettendo a fuoco diversi aspetti della creazione di Marino Marini, rivolgendosi sia alle scuole sia alle famiglie con bambini: lo fa attraverso un programma continuativo e diversificato di visite interattive e laboratori sulla collezione permanente e sulle esposizioni temporanee in corso, offrendo quindi esperienze entusiasmanti per tutti, grandi e piccoli. Vale la pena andare alla scoperta del Museo Marini partendo dall’FH55 Hotel Calzaiuoli, situato in posizione strategica al centro di Firenze e a poca distanza a piedi da tutte le principali attrazioni.
