La 52a Stagione di prosa del Centro Teatrale Bresciano prosegue con Noi gli eroi di Jean-Luc Lagarce

Dopo la fine di uno spettacolo, una famiglia di attori girovaghi in tempo di guerra continua a recitare la propria vita tra solitudini, desideri, utopie. Esseri smarriti, al limite della sopravvivenza, ma ancora capaci di pensiero e poesia, nonostante l’indifferenza generale. Giorgia Cerruti dirige e interpreta una scrittura in cui umorismo e malinconia si uniscono in un viaggio vitalissimo.

Produzione del Centro Teatrale Bresciano che prosegue il cartellone della sua cinquantaduesima Stagione intitolata L’equilibrio degli opposti e della sua rassegna Nello spazio e nel tempo. Palestra di teatro contemporaneo, lo spettacolo Noi gli eroi sarà in scena al Teatro Mina Mezzadri di Brescia (Contrada Santa Chiara, 50/A) dal 17 al 21 marzo 2026, tutti i giorni alle ore 20.30.

Il testo di Jean-Luc Lagarce, nella traduzione di Margherita Laera che cura l’adattamento insieme a Giorgia Cerruti, vede la regia della stessa Giorgia Cerruti, con sul palcoscenico Francesco Pennacchia, Anna Gualdo, Luca Serra Busnengo, Letizia Russo, Fabrizio Costella, Giorgia Cerruti. Francesca Ziggiotti è assistente alla regia, il visual concept e light design sono di Lucio Diana, il sound-design è di Luca Martone, i costumi di Giorgia Cerruti e Daniela Rostirolla. Lo spettacolo di Piccola Compagnia della Magnolia vede la produzione di Teatro Metastasio di Prato in coproduzione con Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e Centro Teatrale Bresciano, con il supporto di Cubo Teatro, Inteatro Residenze, Sardegna Teatro.

Noi gli eroi è realizzato grazie al sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.

Nella sua breve vita – scrive Giorgia Cerruti nelle sue note –, Jean-Luc Lagarce non vide riconosciuto il proprio teatro. Solo dopo la morte la sua scrittura venne compresa come una delle più lucide e sensibili del Novecento europeo.

In Noi gli eroi questa consapevolezza attraversa ogni parola: il palcoscenico diventa il luogo in cui si espone la fragilità dell’esistenza e il bisogno ostinato di continuare a tradursi nei propri atti, anche quando tutto attorno a noi esprime violenza e intolleranza.

Al centro della storia c’è una compagnia di teatranti. Sono loro i veri freaks del nostro millennio: figure marginali, vistosamente ignorate, incapaci a loro volta di stare dentro alle coordinate di questo presente, eppure capaci di generare empatia e di cogliere il senso della lotta per l’esistenza.

Non sono eroi nel pieno delle forze, ma piuttosto acciaccati e doloranti, contraddittori, spesso ridicoli e incattiviti, ma proprio per questo profondamente umani.

La scena diventa un luogo di sopravvivenza emotiva, dove la comunità si costruisce nell’arroganza indispensabile per preparare una visione del mondo e nell’accettazione dell’impossibilità di realizzarla.

Siamo tutti creature che cercano senso, identità e appartenenza attraverso il racconto condiviso.

Noi gli eroi vive in quel “noi” che contiene dentro la forza delle unità: è l’esperienza universale e personale della perdita, che trasforma il teatro in un luogo fragile di testimonianza e memoria.

E gli eroi sono lì sul palco, a metà tra Achille e Superman: apparentemente invulnerabili, capaci di volare, dotati di vista ai raggi X, super-udito, super-soffio… eppure talmente delicati da morire se una pietra di Kryptonite li sfiora…