Tornano “in patria” non pochi turisti che erano in zone coinvolte dalla guerra in corso in Iran e Medio Oriente. Sembra che maggiori difficoltà per i rientri ci siano per i turisti che hanno utilizzato gli aeroporti dei Paesi arabi come transito, provenendo da Subcontinente indiano, Indonesia, Indocina, Oceania, Giappone, Filippine, etc.
I vettori aerei non hanno obblighi particolari quando i voli non sono possibili a seguito di guerre et similia: rimborso del biglietto in caso di rinuncia, e sistemazione sul primo loro volo possibile.. per soggiorno e spese di attesa, o uso di altra compagnia, ognuno fa da sé.
I voli di compagnie della penisola arabica sono in genere molto economici rispetto a compagnie aeree europee o del resto dell’Asia e Oceania e – rispetto ai problemi in corso – hanno meno a cuore le esigenze di chi non è cittadino dei loro Paesi, per cui mediamente si attengono agli impegni previsti negli accordi internazionali.
Succede che le altre compagnie (soprattutto europee per noi europei) siano più attente e reattive alle richieste che arrivano loro dagli specifici governi nazionali, per cui, anche andando oltre i propri impegni contrattuali, si adoperino meglio per il rientro nel nostro Continente. Valutazione che dovrebbe essere fatta dai turisti quando scelgono un vettore o un altro, soprattutto ora che il mondo è meno sicuro rispetto a qualche anno fa.
I turisti che hanno avuto una maggiore attenzione dei propri governi nazionali e che si sono visti “salvare” da voli ad hoc (in particolare i turisti nelle zone di guerra; Medio Oriente e Iran), è bene sapere che spesso i governi presentano il conto economico del “salvataggio”.
Alcuni media diffondono interviste a turisti che si lamentano di essere stati abbandonati dal governo, loro che “pagano le tasse”, bla bla, etc. E’ bene ricordare che questo obbligo del governo potrebbe esserci per il rientro da luoghi che non offrono alternative che, al momento, potrebbe essere solo dall’Iran di per sè…. non certo da Maldive, Bangkok, etc.
Infine, sulle assicurazioni. Sono molti i turisti che le hanno acquistate, anche perché spesso sono parte integrante del servizio che hanno (talvolta anche solo volo) ma, con rare eccezioni costosissime, sono polizze che non prevedono assistenza e rimborsi in caso di guerre et similia.
Insomma, per essere turisti oltre la visita al nostro Continente o le scampagnate fuori porta, occorre essere attenti, informati e, come le vicende in corso indicano, anche poco risparmiosi.
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
