L’UE dispone di svariate iniziative faro a sostegno dell’istruzione, della democrazia, dei media e della gioventù in Europa e al di fuori dell’Europa. Per il QFP 2028‑2034 la Commissione propone non solo di aumentare notevolmente le dotazioni finanziarie assegnate a queste iniziative, ma anche di semplificarle attraverso il consolidamento di diversi programmi in due soli regolamenti: uno sul nuovo Erasmus+ e uno su AgoraEU.
Erasmus+ riceverà oltre 40 miliardi di euro di finanziamenti totali, un aumento di oltre 10 miliardi di euro rispetto al periodo di programmazione precedente. Continuerà a sostenere la mobilità finalizzata all’apprendimento, ma includerà anche finanziamenti per azioni di solidarietà e opportunità di volontariato, finora contemplate da programmi distinti.
AgoraEU consoliderà programmi già esistenti (compresi CREA e CERV) in un unico programma dalla portata più ampia. Disporrà di una dotazione finanziaria di 8,6 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto al passato, volta a consolidare il sostegno dell’UE ai settori culturali e creativi, nonché a rispondere agli sviluppi verificatisi nel panorama mediatico e alle minacce per la democrazia.
La Corte conferma che sia Erasmus+ che AgoraEU sono allineati agli obiettivi strategici dell’UE e possono ricoprire un ruolo cruciale nel rafforzamento dei valori dell’Unione e dell’identità europea. La Corte ha tuttavia sollevato alcune criticità riguardanti entrambe le proposte, in particolare relativamente alla loro governance e alle modalità di elaborazione dei meccanismi di performance e rendicontabilità.
- Il consolidamento di programmi differenti, pur offrendo vantaggi in termini di semplificazione e amministrazione condivisa, comporta anche alcuni rischi: ad esempio, nel caso in cui vengano fusi gli attuali programmi Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà senza definire in che modo la dotazione assegnata sarà ripartita tra le diverse priorità. AgoraEU dovrebbe chiarire le sinergie attese nell’ambito del nuovo schema di finanziamento, nonché assicurare un coordinamento efficace per evitare sovrapposizioni e doppi finanziamenti.
- La Corte ha ripetutamente messo in guardia circa alcune debolezze relative alle modalità con cui il denaro sarà tracciato e la performance misurata nel prossimo QFP. Anche nel caso di Erasmus+ e AgoraEU la Corte ha sottolineato che i dispositivi di monitoraggio della performance sono insufficienti per una valutazione complessiva di efficacia, efficienza e rapporto costi/benefici.
- La Corte osserva che gli aumenti proposti della dotazione finanziaria, sia per Erasmus+ che per AgoraEU, non sono sufficientemente motivati: non viene ad esempio data prova di una crescita delle azioni finanziate, né di un’espansione dei partecipanti ammissibili o di un assorbimento dell’inflazione. Entrambe le proposte offrono inoltre flessibilità per la riassegnazione delle risorse da e verso programmi in gestione concorrente sulla base delle necessità e dell’evolversi delle priorità. Tuttavia, poiché in tali casi non è richiesta alcuna giustificazione, ciò potrebbe compromettere la pianificazione a lungo termine e la stabilità necessaria per una realizzazione efficace delle politiche. Altri aspetti non sono inoltre definiti nelle proposte, quali la fine del periodo di ammissibilità e il massimale per le spese tecniche e amministrative. Inoltre, per entrambi i programmi la modalità di erogazione normale è il finanziamento non collegato ai costi, il quale potrebbe, in alcuni casi, non costituire il meccanismo di finanziamento più appropriato. I regolamenti proposti dovrebbero fornire maggiore chiarezza circa l’utilizzo dei meccanismi di finanziamento e l’eventuale necessità di applicarne di differenti.
- Poiché entrambi i programmi si estendono oltre l’Europa e al di fuori del quadro giuridico dell’UE, la Corte sottolinea che i propri diritti di audit dovranno essere chiaramente stabiliti, in particolare in relazione a beneficiari in paesi non-UE.
