EveryOne Group e Watching the Sky: no alla partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia

La polemica sulla partecipazione della Federazione Russa alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia si arricchisce di nuove prese di posizione dalla società civile e dal mondo culturale. EveryOne Group, insieme alla sua controparte artistica Watching the Sky – Artists for Freedom, contesta con forza la presenza ufficiale della Russia alla manifestazione, ritenendola incompatibile con la realtà della repressione culturale e politica nel Paese guidato da Vladimir Putin.

Secondo le due organizzazioni, in Russia artisti, performer, musicisti, poeti, scrittori e giornalisti dissidenti vengono perseguitati, censurati o costretti all’esilio. In questo contesto, riconoscere come “libera arte” quella promossa o autorizzata da un regime autocratico rappresenterebbe, secondo EveryOne e Watching the Sky, «un atto di disprezzo verso i diritti degli artisti russi e del popolo russo», che hanno il diritto di esprimersi liberamente e di fruire di una produzione culturale non oppressa dal potere politico.

Le due organizzazioni sottolineano inoltre che la partecipazione della Russia alla Biennale rappresenta un pericoloso precedente anche nei confronti degli artisti e intellettuali ucraini, che ispirano la resistenza di un popolo aggredito da un invasore senza scrupoli.

«La partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia rappresenta un’offesa verso gli artisti ucraini uccisi durante l’invasione russa, ma anche verso coloro che continuano a mettere il proprio talento al servizio della verità, denunciando i crimini dell’aggressione militare e la distruzione del patrimonio culturale dell’Ucraina», afferma Roberto Malini, artista, difensore dei diritti umani e cofondatore di EveryOne Group e Watching the Sky – Artists for Freedom.

La protesta si inserisce in un dibattito sempre più acceso a livello europeo. Ventidue ministri della Cultura e degli Esteri, tra cui quelli dell’Ucraina, hanno infatti inviato una lettera alla dirigenza della Biennale invitandola a riconsiderare la partecipazione della Federazione Russa, giudicata «inaccettabile nelle attuali circostanze». Anche la Commissione europea ha espresso una ferma condanna, dichiarando di essere pronta a valutare ulteriori azioni, tra cui la sospensione dei finanziamenti europei alla Fondazione Biennale.

In questo quadro, EveryOne Group e Watching the Sky affermano di aver chiesto formalmente alla Commissione europea di interrompere il versamento di fondi alla Biennale finché l’istituzione non rivedrà le proprie politiche di ammissione, riconoscendo l’errore di consentire la presenza di uno Stato responsabile di una guerra di aggressione e di una sistematica repressione della libertà di espressione.

Per le due organizzazioni, la Biennale di Venezia — uno dei più importanti appuntamenti culturali del mondo — dovrebbe rappresentare uno spazio di libertà, non una vetrina per la propaganda di regimi autoritari. Solo escludendo la rappresentanza ufficiale della Russia, concludono, l’istituzione potrà dimostrare coerenza con i valori di libertà artistica e di rispetto dei diritti umani che l’Europa afferma di difendere.

Nella foto, l’opera in AI e grafica digitale di Roberto Malini (EveryOne Group e Watching the Sky) Vladyslav Heraskevyč, vero vincitore dei Giochi olimpici invernali 2026