L’8 marzo è International Women’s Day. STORIE DI DONNE SPECIALI PER L’AMBIENTE

MALESIA. In occasione dell’International Women’s Day (8 marzo), il WWF celebra un traguardo storico per la conservazione inclusiva in Malesia: per la prima volta, due donne della comunità indigena Jahai – Suzana binti Ali e Risslin binti Kamarollah (per tutti Mila) – sono entrate nella squadra di pattugliamento antibracconaggio del Project Stampede, programma sostenuto da WWF-Malesia e Maybank. 

L’ingresso di Suzana e Mila segna un cambiamento profondo per la loro comunità, aprendo nuove opportunità alle donne indigene nel campo della tutela ambientale e rafforzando la percezione del loro ruolo nella protezione delle terre ancestrali. Il Project Stampede, realizzato in collaborazione con le popolazioni indigene, si concentra sulla lotta al bracconaggio e sulla salvaguardia della fauna selvatica, in particolare quella delle tigri, gravemente minacciate. Il loro contributo sta migliorando sia le attività di monitoraggio sul campo, sia il coinvolgimento comunitario nella gestione sostenibile delle risorse naturali.

Nel team, Suzana coordina la programmazione delle pattuglie e cura la redazione dei rapporti sulla fauna selvatica, attività cruciali per l’analisi delle minacce e delle cause di mortalità degli animali. «Diventare ranger non è una scelta semplice: richiede coraggio e impegno. Spero di contribuire a proteggere la foresta e il patrimonio del popolo Orang Asli», racconta.

Mila affianca le attività di reporting ed è ora impegnata nella gestione delle fototrappole, strumenti essenziali per monitorare tigri, prede e altre specie nei grandi paesaggi forestali. «La foresta è la mia seconda casa. Essere tra le prime donne a ricoprire questo ruolo è un modo per incoraggiare le altre a credere in sé stesse», afferma.
Il WWF-Malesia conferma il proprio impegno nel promuovere la partecipazione delle donne indigene ai progetti di conservazione, attraverso formazione e opportunità di leadership. Suzana e Mila sono già fonte di ispirazione per altre donne Jahai e rappresentano un passo decisivo verso un futuro più inclusivo per la tutela ambientale.

ITALIA. C’è anche Stefania D’Angelo, direttrice dell’Oasi WWF e Riserva Naturale siciliana di Lago Preola e Gorghi Tondi, in provincia di Trapani, tra le 12 donne scelte dal Segretariato della Convenzione di Ramsar e premiate per il loro impatto positivo nella conservazione delle zone umide di importanza internazionale. Qui sul sito Ramsar >

“Oggi, nella Giornata Internazionale della Donna, celebriamo 12 donne straordinarie che stanno guidando la protezione delle zone umide, la sostenibilità e la collaborazione globale” si legge nel sito della Convenzione di Ramsar, nata nel 1973 per tutelare laghi, stagni, paludi ed estuari preziosi per la biodiversità. “Dalle esperte di politiche ambientali alle scienziate, fino alle detentrici di conoscenze indigene, le donne prescelte stanno generando cambiamenti duraturi: una prova concreta che le donne sono fondamentali per la sostenibilità ambientale a lungo termine”.
Ognuna di queste 12 donne incarna il valore della reciprocità racchiuso nel tema di quest’anno, #GivetoGain, cioè ottenere un risultato positivo, una crescita, un miglioramento. Le loro storie ispirano e dimostrano che quando le donne sostengono altre donne, l’impatto si moltiplica.

Stefania D’Angelo, siciliana, è direttrice della Riserva dal 2004. Grazie ai suoi studi sulla testuggine palustre, che abita gli specchi d’acqua presenti nell’Oasi, si è arrivati alla conclusione che la specie presente si è ormai differenziata da quella europea (Emys orbicularis): la nuova specie autoctona dell’isola è stata definita “Emys trinacris”.

“La nostra Riserva, in provincia di Trapani, raccoglie dei laghi naturali di origine carsica, un habitat non frequente da trovare in Sicilia – racconta Stefania D’Angelo -. Quando siamo arrivati, nel 1999, due laghi, i più grandi, non esistevano già più e il mare, che dalla riserva dista circa un chilometro e mezzo, stava ormai penetrando negli ambienti d’acqua dolce, mettendo a rischio tutto l’ecosistema. Oggi possiamo dire che l’ambiente originario è stato difeso e ripristinato, mantenendo la vocazione agricola dell’area”.

Le altre donne scelte dal Segretariato Ramsar sono: Nathalie Dorfliger, Francia, Lisa-Maria_Rebelo, Kenya; Amy M. Lecciones, Philippines; Joenia Wapichana, Brazil; Ana Di Pangracio, Argentina; Amna Bint Abdulla Al Dahak, Emirati Arabi; Retno L.P. Marrsudi, Indonesia; Nina Mikander, Finland; Goabaone Jaqueline Ramatlapeng, Botswana; Line Rochefort, Canada.