RADIO ZANCA: IL VOTO DI MESSINA CI CONFERMA COME IN SICILIA CAMBIA IN FRETTA L’AVVERSARIO. BASTA PROPAGANDA!

Messina al voto. Uso questo spazio per autodenunciarmi: non spesso, ma quando ascolto i proclami di molti politici, si manifesta come una pienezza, disagio o tensione nella parte superiore dell’addome. Chiarisco la mia posizione perché non è in linea con quella espressa, del candidato di centrodestra, Marcello Scurria, tranne per una cosa: basta propaganda!
Le parole dell’avvocato Scurria, alle mie orecchie, sono risuonate chiare ed eloquenti su quello che ci aspetta in questa bizzarra campagna elettorale. Lo avevo pensato e scritto dopo quanto è successo in questi mesi. Non mi stupisco. L’ingovernabilità di una Regione, un territorio, una città, non è una conditio sine qua non per spalancare le porte al caos.

La frase fatta che accompagna la maggior parte delle nostre scrivanie: nel nostro disordine c’è un ordine. Cosa trasferibile su questo scrittoio fatto a Stivale, mai ordinato dal 1860 a oggi, perché mentre si prova su un lato, dall’altro tutto scivola, cade e si riassetta alla meno peggio, sull’altro.
Per coloro che avessero perso qualche puntata sulla gestione politica di Messina ricordiamo che dodici mesi fa, era il 18 Feb 2025, il presidente Renato Schifani revocava Scurria da sub commissario del governo per il risanamento della baraccopoli di Messina, nominando come sostituto, senza soluzione di continuità, Santi Trovato.

Nella nota della Regione siciliana si affermava: “La sostituzione si è resa necessaria a seguito di “specifiche criticità” riscontrate nella gestione delle funzioni affidate in precedenza a Scurria che hanno fatto venir meno il rapporto fiduciario con il presidente della Regione, che lo aveva nominato nel marzo del 2023”.
https://www.regione.sicilia.it/la-regione-informa/baraccopoli-messina-schifani-revoca-scurria-santi-trovato-nuovo-sub-commissario

Che cosa era accaduto di tanto grave? Il giornale Messina Today lo spiega in maniera chiara e approfondita.
Mancata rendicontazione della partecipazione all’asta per le case di Contesse, che ha generato un black-out politico con il sindaco di Messina, e assenza di comunicazione del viaggio a Roma alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie. Sarebbero questi i motivi per cui il presidente della regione Renato Schifani ha revocato l’incarico a Marcello Scurria, affidando l’ufficio per il risanamento all’attuale capo del Genio civile Santi Trovato.
Dalla lunga relazione che Marcello Scurria ha inviato a Palermo e che, però, non lo ha “salvato” dalla decisione già presa dal presidente della regione, ben prima di questa settimana, traspare non la fine di un “rapporto fiduciario” che legava l’incarico di Marcello Scurria al nome di Schifani, ma uno scambio in nome di nuovi accordi politici al termine di contrasti interni al partito nazionale di Forza Italia che hanno colpito, alla fine, il legale messinese e la sua attività durata 23 mesi al servizio della rimozione delle baraccopoli messinesi.
“L’interesse pubblico sviato per compiacere una compagine politica neo alleata”: Scurria si difende con Schifani
https://www.messinatoday.it/cronaca/risposta-scurria-schifani-revoca-subcommissario.html

Dodici mesi dopo il coup de théâtre, espressione francese usata nel teatro e, per estensione, in altri contesti narrativi che significa letteralmente “colpo di scena” per descrivere un momento di grande impatto emotivo che sorprende il pubblico e altera il percorso previsto dalla trama: Schifani ci fa sapere che la candidatura di Scurria a sindaco di Messina è una scelta unanime della coalizione e gli augura una “buona corsa”.

Insomma, il solerte Schifani ci spiega che le parole, come gli atti ufficiali del palazzo, si adeguano ai tempi o alle mode. Cittadini elettori, qui si va alla svelta. Molto. Troppo. Non credevamo che il presidente della Regione fosse così. Ma dove sono i politici di rango, il leader che detta il programma elettorale, nei summit di gente che ha perso la faccia? Non finisce mai quest’agonia in moviola, questo lentissimo supplizio cadenzato da speranze sempre vane, da illusioni sempre puntuali e inutili. Destino crudele per Messina.


Ecco che Scurria diventa l’uomo buono per tutte le stagioni (sinistra, centro, destra, liste civiche) credo che, in senso umano, non ci sia quasi nulla da scoprire. A Gazzetta del sud il candidato di centrodestra dichiara: “la politica cammina sulle gambe delle persone, ognuno ha la sua storia, i cittadini possono distinguere le storie di ciascuno…”. Dopo Schifani anche Scurria ci ricorda che le parole si adeguano ai tempi o alle mode. Eh sì, per Scurria parla la storia.

Poi c’è il voto dell’urna che sarà il risultato della forza dei rappresentanti dei vari partiti della coalizione: la sottosegretaria Matilde Siracusano (Forza Italia), il senatore Nino Germanà (Lega), il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale Libero Gioveni, Roberto Corona (Noi Moderati), Giovanni Scavello (Udc), Rosalia Schirò (Dc), Giandomenico La Fauci e Francesco Pagano (Mpa-Grande Sicilia), oltre a diversi sostenitori e futuri candidati, tra gli altri anche l’assessora regionale Elvira Amata, il deputato siciliano Pippo Laccoto, il segretario di Forza Italia Antonio Barbera e il forzista Beppe Picciolo. Ma chi l’avrebbe detto: abbiamo raggiunto la democrazia anche in un territorio irto di ostacoli come Messina.

Attenzione però: se qualcuno ha bluffato dicendo di aver interpellato qualcun altro è da zero in condotta. Lo so, queste sono notizie da un altro pianeta. Non abituatevi a questa libertà morale, civile o politica. Visto che abbiamo citato la democrazia qualche lettore ci chiede che fine abbia fatto il Centrosinistra. Se la rilettura della storia d’amore tra Schifani e Scurria non smette di suscitare dibattiti e polemiche, il revisionismo del Pd locale non stupisce né scandalizza nessuno. E’ fin troppo evidente, infatti, che la storia del partito democratico in città è sicuramente tutta da riscrivere. Il buon Scurria ha aperto la strada verso la larga intesa (il silenzio e il ritardo del Pd messinese è la prova lampante) l’escamotage con cui tutto cambia perché nulla cambi. Ognuno sta facendo la propria parte in questo sistema politico ormai arrotondato, privo di spigoli: guarda un po’ come precipitano non solo le alleanze ma anche i matrimoni. Nessuna tornata elettorale ha mai offerto così tante letture mediologiche. A questo punto le parti farebbero meglio a mettersi d’accordo e, magari, per qualcuno a ricavarne un posto in Parlamento.

Che sceneggiatura: quello che si è spostato al centro schiacciando l’occhiolino al mondo cattolico avendo perso l’uso della mano mancina… l’altro, il grande trasformista, Illusionista, Sfascista (nel senso che ha sfasciato il il pudore, l’etica, la dignità, il valore dell’idea) sta recitando la sua parte di alleato e di saggio padre di famiglia. Come non rimpiangere alcuni valori e qualche certezza. Mancava solo il tassello degli scissionisti per interesse: forse perché si presume che dietro a ogni bandiera, che aveva un distinto colore, rosso, o bianco, o nero, ci siano dei seguaci, e non degli opportunisti. Purtroppo il voto di Messina ci conferma, una volta di più, che i vessilli tendono a un grigio confuso e uniforme. Et voilà. Il gioco delle parti. Talleyrand, Mazzarino, Metternich… che dilettanti!
Resistere per esistere. Chissà chi ci crede ancora!