Conti correnti, interessi al minimo: alle famiglie lo 0,08% contro il 2% della Bce. Unimpresa

Su oltre 1.400 miliardi di euro depositati, i rendimenti sono largamente inferiori al costo del denaro. Divari territoriali marcati, con il Nord più generoso e il Mezzogiorno in coda

I tassi riconosciuti dalle banche italiane sui quasi 1.420 miliardi di euro parcheggiati nei conti correnti restano su livelli estremamente contenuti, ben al di sotto del 2% fissato dalla Bce. È la fotografia scattata dal Centro studi di Unimpresa, che evidenzia una trasmissione solo parziale della politica monetaria ai depositanti.

A fine 2025 il saldo complessivo dei conti correnti ha raggiunto 1.418,8 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 1.363,6 miliardi di fine 2024: una massa imponente di liquidità che continua però a essere remunerata con interessi modesti rispetto ai parametri europei.

Imprese: rendimenti minimi sulle piccole giacenze
A livello nazionale, per le imprese il tasso medio sui depositi fino a 50mila euro si ferma allo 0,10%. Sale allo 0,15% per importi fino a 250mila euro e raggiunge lo 0,55% solo oltre tale soglia.

Numeri che restano distanti dal tasso sui depositi della Banca Centrale Europea, fissato al 2%. La forbice supera quindi, nella maggior parte dei casi, un punto e mezzo percentuale.

Famiglie ancora più penalizzate
Per le famiglie i rendimenti sono ancora più bassi: 0,08% fino a 50mila euro, 0,16% fino a 250mila euro e 0,38% oltre i 250mila euro.

Proprio sulle giacenze medio-piccole, dove si concentra gran parte della liquidità di famiglie e piccole imprese, il divario rispetto al costo del denaro europeo pesa maggiormente. La remunerazione reale del risparmio liquido resta quindi marginale.

Il quadro territoriale evidenzia differenze significative: tra le regioni più generose sulle grandi giacenze delle imprese figurano Valle d’Aosta (0,90%), Trentino-Alto Adige (0,86%), Friuli-Venezia Giulia (0,81%) Lazio (0,74%). All’estremo opposto, i livelli più bassi si registrano in Campania (0,30%), Basilicata (0,33%) e Marche (0,38%). Per le famiglie, il primato sui depositi oltre 250mila euro spetta al Lazio (0,59%)e al Trentino-Alto Adige (0,56%), mentre i valori più contenuti si rilevano in Valle d’Aosta (0,15%), Calabria (0,16%) e Campania (0,25%).

(Giusy Iorlano su Milano Finanza del 27/02/2026)