Per me tre sono i valori chiave: VOCAZIONE, APPARTENENZA, IDENTITÀ. V.A.I. è la lista in cui mi spenderò.
MESSINA è, con tutta evidenza, una CITTÀ MIGLIORE. Evento tra gli eventi. Una città “risanata”. Una città che ha fatto balzi in avanti nella quali-quantità dei servizi essenziali. Una città più pulita. Una città più trasparente. Una città più città. Senza mezzi termini, città più città … anche con isole pedonali, cartolina animata, vetrina e paradigma di topos da vivere, gustare, scoprire in stupore e sicurezza.
Salire su un mezzo della flotta ATM significa essere al contempo cittadino e turista.

V.A.I. con FEDERICO BASILE perché Messina sia 1) anima del dialogo economico, sociale, culturale, scientifico, spirituale nel Mediterraneo; 2) con l’indice di “controesodo giovanile” più alto del Mezzogiorno e più connessa con i cittadini che studiano e lavorano fuori; 3) a dimensione ottimale, con nuove centralità permeate sui villaggi collinari e rivieraschi; 4) capace di innescare – con la pianificazione strategica ed urbanistica sottoposta al civico consesso – dinamiche di rigenerazione e metamorfosi urbana attraendo capitali privati d’investimento; 5) smart ed a misura di ogni età; a misura di ultimo.
Sono mosso dal sentimento di GRATITUDINE e dal dovere della TESTIMONIANZA.
Il sentimento sgorga dal cuore, con tutto il cuore. Ci rammenta Benigni che “è un segno di mediocrità quando dimostri la tua gratitudine con moderazione”.

Ho ricevuto fiducia da parte del dott. Federico Basile e dell’on. Cateno De Luca. Sono stato ex abrupto (a ntrasattu) integrato in una squadra che, superando ogni plausibile e comprensibile diffidenza, si è disposta alla accoglienza. Sono stato dentro una Amministrazione, nel suo complesso, con donne e uomini che si sono distinti in dedizione e spirito di servizio disarmanti.
Il secondo è un dettato di verità opinale ma intima. “Vi sono due tipi di testimonianza: quella falsa che è punibile e quella vera che è rara.” (George Bernard Shaw).
Sono stato accanto, negli ultimi sette mesi, a Federico Basile. Visto e vissuto da vicino è Sindaco forte, consapevole, responsabile. Sua è la padronanza dei numeri che esprimono fatti e linee guida, azioni e orizzonti, rendiconti e proiezioni, missione e visione.

Federico potrebbe offrire esternamente un profilo diverso. Non lo fa. Gli scivola addosso ogni perplessità sulla “autonomia”. Sa, si lo sa, che il progetto che nasce (ed è sospinto) dall’on. Cateno De Luca è più forte proprio con Basile. Federico ne è il migliore interprete. È troppo sicuro di se stesso per rinunziare a quel tratto di garbo, gentilezza ed eleganza che lo connota. Questo fa la differenza. Una differenza che consente ed esige di dare e ridare fiducia piena. La differenza la fa “BASILE CANDIDA BASILE”.
Federico Basile, se vogliamo dirla tutta, è emanazione non di un monocolore ma di una proposta con i crismi e le fondamenta della reale partecipazione civica.
DE LUCA? È duro, severo, arcigno. Chiede il massimo perché lo esige, in primis, alla sua persona. Tuttavia, sa essere molto delicato … delicato nella pietas, la pietas romana, la pietas di Enea. Spero tanto sia capace di volersi bene … ATTÍA.
Ci parla della sua ambizione come Sindaco di Sicilia, della Trinacria simboleggiata dalla Medusa. So che non è solo questo. Ecco: consegnarsi alla memoria. Ciò impone di cambiare le cose o i processi, con fatti e regole scolpite nella roccia. È l’ambizione più nobile. A Cateno non succederà “… io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia”.

Modi e toni? Restano invariati. Purtroppo e per fortuna. Lo sa da sé … attía.
IO? Mi candido con tutto il mio passato. Un passato che non rinnego. Il passato di un impenitente DEMOCRISTIANO. Ho attraversato repubbliche e schieramenti. Ho cercato di non smarrire le coordinate del magistero sociale (CENTRALITÀ della PERSONA, SOLIDARIETÀ, SUSSIDIARIETÀ).
Il futuro? Il mio futuro è nelle mani di Dio. Sono troppo “forgiato” e “scavato” – se si vuole “scafato” – dalla vita per non comprenderlo. Ogni giorno in più è un dono.
Il FUTURO della città di Messina è, invece, nelle mani di tutti noi. Nessuno è estraneo al destino della comunità. Un destino di rinascita e di rinascimento. Geografia che si fa storia.
Bisogna, tuttavia, cogliere l’allarme per una città che va spopolandosi. Necessita premiare la resilienza. Occorre guardare in faccia la realtà. Invertire la tendenza è necessità categorica.
Messina, con Federico Basile, punta sulla BELLEZZA. È stata graffiata da terremoti, guerre, errori dolosi, orrori deliberati, non-scelte figlie di pigrizia e indolenza.
La bellezza alla nostra latitudine!?
La bellezza di un viaggio di civiltà nel tempo, di luoghi di incanto, di siti unici, di “vie” e “rotte”, di cenobi, di territori dal valore aggiunto, storico-artistico-naturalistico, impareggiabile.
La bellezza di un itinerario tra suoni, note, ritmi, vibrazioni, colori e sapori che manda in estasi.
BELLEZZA su cui costruire RICCHEZZA, sviluppo e sostenibilità, opportunità di iniziativa privata e di occupazione.
Bellezza che si traduce in PIL ma soprattutto in indice della FELICITÀ … nello STRETTO, strettamente indispensabile.
Indispensabile con il suo Porto, con la sua Falce.
Indispensabile con il suo PONTE? Indispensabile che all’ombra del dibattito SI, NO, NI non si annidi “scunchiututtagine”.
Il tema vero è quello posto dal Sindaco. Vi sono opere annesse, connesse, collegate compensative che vanno ANTICIPATE a contribuzione di un disegno della città di Messina e della città metropolitana. Sua l’avvertenza della suprema attenzione da porre sugli aspetti amministrativi e sociali rispetto ai c.d. impatti (per esempio sulla vivibilità e sulla viabilità).
L’opportunità vera è quella messa in campo dall’on. De Luca con la proposta al governo e al parlamento nazionale di una LEGGE SPECIALE PER MESSINA.
Chiedo, infine, scusa per una digressione. Mancavo, dalla CASA COMUNALE da circa venti anni. Ero quasi giovane. Ora sono diversamente “andante”. Dirigenti, funzionari, dipendenti, vigili urbani, sindacalisti, da allora ancora in servizio, mi hanno sorriso, stretto la mano o dato una pacca sulle spalle. Magari qualcuno ha sbuffato o fatto smorfie o pernacchie. Non lo so. So che mi sono sentito … a casa. I nuovi innesti, vincitori di concorso, avranno invece pensato di trovarsi, a loro insaputa, in un qualche sitcom del giurassico. Il MUNICIPIO non è solo burocrazia, più o meno grigia, apparato, macchina ma è soprattutto concentrato e distillato di comunità e umanità vera, varia, variopinta. Chi me lo doveva dire!?
P.S. Vi importunerò. Mi scuso in anticipo. Vi è una regola aurea che consegno a tutti i candidati: “palummedda muta non può essere sirvuta”.
Emilio Fragale
