QUANDO IL MEDITERRANEO DIVENTA TELESCOPIO: INFRASTRUTTURE E GOVERNANCE PER IL FUTURO DELLA FISICA MULTIMESSAGGERA

CATANIA – Lo studio dei neutrini cosmici rappresenta una delle frontiere più avanzate della fisica contemporanea, offrendo una chiave di lettura unica sui fenomeni astrofisici più energetici e remoti dell’universo. In questo contesto si colloca KM3NeT4RR – Kilometer Cube Neutrino Telescope for Recovery and Resilience, progetto che ha contribuito in modo sostanziale al rafforzamento dell’infrastruttura europea KM3NeT nel Mar Mediterraneo, integrando ricerca fondamentale, sviluppo tecnologico e capacità operative in ambiente estremo, con un ruolo strategico affidato al sito italiano al largo della Sicilia.

Nel Monastero dei Benedettini, si è tenuta la conferenza dedicata alla presentazione dei risultati finali di oltre tre anni di attività finanziate nell’ambito del PNRR. L’evento – aperto dal sindaco di Catania Enrico Trantino e dal Magnifico Enrico Foti – ha rappresentato un momento di sintesi e confronto sul lavoro svolto per l’ampliamento dell’infrastruttura di ricerca KM3NeT, con riferimento al sito di Capo Passero, dove opera l’osservatorio sottomarino per neutrini. Un’iniziativa che consolida il ruolo della Sicilia come hub strategico internazionale per la fisica delle astroparticelle e le tecnologie per il mare profondo.

Promosso da INFN e realizzato insieme agli otto partner di progetto – Unict, INAF, UniVanvitelli, UniSA, UniNA, UniSapienza, UniGE e PoliBA – KM3NeT4RR ha consentito il potenziamento dei laboratori, dei siti di integrazione e delle capacità operative a supporto dell’intera collaborazione internazionale KM3NeT, contribuendo in modo diretto allo sviluppo della fisica multimessaggera. «Le grandi sfide scientifiche del nostro tempo non possono più essere affrontate in modo isolato: richiedono infrastrutture integrate, competenze multidisciplinari e una cooperazione internazionale solida e continuativa – ha affermato il Magnifico Rettore UniCt Enrico Foti – il progetto KM3NeT rappresenta un esempio emblematico del ruolo che l’Università può e deve assumere all’interno delle grandi infrastrutture di ricerca europee. Non si tratta soltanto di contribuire alla produzione di nuova conoscenza, ma di partecipare attivamente alla costruzione di reti scientifiche stabili, competitive e strategiche, valorizzando anche le risorse del PNRR per realizzare investimenti strutturali capaci di rafforzare in modo duraturo il sistema della ricerca italiana. Progetti complessi e ambiziosi come KM3NeT offrono inoltre a studenti e dottorandi l’opportunità di lavorare su infrastrutture scientifiche di livello mondiale. Questo significa formare non solo ricercatori, ma professionisti in grado di operare in contesti internazionali avanzati, caratterizzati da elevata complessità tecnologica e forte integrazione disciplinare. Per l’Università, questo è un obiettivo prioritario: trasformare la grande ricerca in un motore concreto di crescita, competenze e opportunità per le nuove generazioni». Nel corso della giornata, il Management Team del progetto ha illustrato i principali risultati raggiunti sotto il profilo scientifico, infrastrutturale e organizzativo. «KM3NeT4RR ha dimostrato come una grande infrastruttura di ricerca possa crescere grazie a una visione integrata che unisce eccellenza scientifica, solidità gestionale e capacità di cooperazione istituzionale – ha sottolineato Giacomo Cuttone, Principal Investigator del progetto – Stiamo aprendo un pezzo nuovo di storia nella comprensione profonda del “da dove veniamo” e “dove stiamo andando”».

Accanto alla sessione plenaria, la conferenza è stata articolata in quattro tavole tematiche, che hanno coinvolto esperti, accademici e rappresentanti istituzionali su temi chiave per i grandi progetti di ricerca pubblica: il quadro normativo delle procedure di appalto nell’era del PNRR; la comunicazione delle attività e dei risultati della ricerca scientifica e il trasferimento tecnologico; il project management, il grant office management e i finanziamenti alla ricerca pubblica e il contributo di KM3NeT4RR ai risultati scientifici della fisica multimessaggera.

Le tavole rotonde hanno evidenziato come KM3NeT4RR non sia stato solo un progetto di potenziamento infrastrutturale, ma anche un laboratorio di buone pratiche nella gestione di investimenti complessi finanziati con fondi pubblici, offrendo un modello replicabile per future iniziative di ricerca strategica.

Particolare interesse ha suscitato l’area dedicata agli stand espositivi, che ha permesso ai partecipanti di approfondire il funzionamento dell’infrastruttura KM3NeT e di conoscere da vicino la strumentazione scientifica sviluppata in collaborazione con fornitori strategici nazionali e internazionali, accompagnati dai ricercatori di INFN e dei partner di progetto. «Abbiamo presentato i risultati dell’attività di investimento realizzata all’interno del progetto KM3NET4RR. Con una dotazione finanziaria di 67 milioni di euro dei fondi del PNRR siamo riusciti a fare l’upgrade dell’infrastruttura sottomarina e anche di numerosi laboratori di integrazione in giro per l’Italia – ha dichiarato il dott. Sebastiano Ciancio, Infrastructure Manager – Il progetto ha visto la partecipazione di 8 enti partner, inoltre più di 30 aziende hanno esposto la loro strumentazione scientifica in maniera tale da dare la possibilità alla comunità scientifica e anche alla comunità civile di Catania di toccare con mano quello che abbiamo realizzato in più di tre anni di lavoro».

Con la conclusione di KM3NeT4RR, Catania e la Sicilia rafforzano il proprio ruolo nel panorama della grande ricerca europea, confermandosi punto di connessione tra scienza fondamentale, innovazione tecnologica e sviluppo territoriale, dal fondo del Mediterraneo fino alle frontiere dell’universo.

 

Sono intervenuti per i saluti istituzionali Caterina Chinnici deputata al Parlamento Europeo, Daniela Ternullo, senatrice della Repubblica, Nicola D’Agostino, deputato dell’ARS, Dario Daidone presidente Commissione Bilancio dell’Ars, Dario Cartabellotta, dirigente generale per il Dipartimento Attività Produttive della Regione Siciliana.