Diritto & rovescio: Il poliziotto che uccide uno spacciatore. Il fallimento della politica proibizionista

Comunque procedano le indagini, comunque vengano formulate accuse, comunque vadano avanti procedimenti penali e disciplinari, a Rogoredo (MIlano) un poliziotto ha ucciso una persona.
Era uno spacciatore? Era un ricettatore? Era uno sfruttatore? Era uno “straniero”? Era un immigrato senza permesso di soggiorno?  Passava di lì per caso? E’ morto.
Ancora una volta, il proibizionismo fa uccidere quasi quanto uccide.
Non si tratta, quindi, di continuare a spargere banalità del tipo “il proibizionismo ha fallito” – se avesse funzionato, se cioè avesse cancellato, o contenuto, il fenomeno a suon di sanzioni penali e amministrative, magari fino alla pena di morte, vi sarebbe garbato? – si tratta di denunciarne il modello, pienamente riuscito, di rendere criminali decine di condotte e, quindi, privare di tutele legali tutte le fasi che interessano milioni di persone in giro per il mondo tra offerta e domanda.
Se le droghe non fossero proibite non creerebbero azzardi per uso personale né situazioni per cui si tirano fuori le pistole.

Marco Perduca, già senatore, dirigente Associazione Coscioni, collaboratore Aduc