Il prossimo 25 febbraio a Roma, dalle 10, presso la sede di Libera in via Stamira 5, si terrà la presentazione di “Io non ti credo più”, l’ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile italiana, a cui parteciperà anche Manuela Claysset, responsabile Politiche di genere e diritti Uisp.
A partire dal Dl Caivano, per finire con il recente decreto sicurezza, il sistema della giustizia minorile si è ripiegato su se stesso, abbandonando la strada del recupero per percorrere quella della repressione e della criminalizzazione. I giovani che incrociano il carcere hanno perso ogni speranza nella giustizia minorile. Non si fidano più del mondo degli adulti, che la amministra mostrando sempre più desiderio di punizione e vendetta e sempre meno accoglienza, ascolto, sostegno.
Frutto del lavoro di monitoraggio degli Istituti penali per minorenni, che Antigone conduce dal 2008, nonché dell’elaborazione dei dati qualitativi e quantitativi raccolti tanto sulle carceri minorili che sull’intera area delle misure penali rivolte ai minorenni, il Rapporto racconterà attraverso numeri, analisi, storie, la situazione nella quale versa il sistema.
Alla presentazione, insieme agli esperti di Antigone, ha confermato la propria partecipazione il capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano.
Al termine della presentazione, a partire dalle 14, si terrà un’assemblea pubblica sul tema della giustizia minorile, che vedrà coinvolte organizzazioni, operatori, professionisti.
Mentre l’accesso alla presentazione del rapporto è libero, per partecipare all’assemblea del pomeriggio è necessario iscriversi compilando questo form.
Recentemente, anche il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ha pubblicato due relazioni legate ad un’attività di analisi on-desk delle operazioni di rimpatrio forzato di persone straniere irregolarmente presenti in Italia accompagnate con scorta della Polizia di Stato oltre la frontiera negli anni 2024 e 2025. Il numero complessivo di rimpatri forzati con scorta è stato di 3.538 persone nel 2024 e di 2.959 nel 2025.
Il quadro geografico delle nazioni di destinazione dei rimpatri forzati mostra una forte concentrazione verso il Nord Africa, seguita dall’Africa subsahariana e dall’Europa balcanica. Quote minori interessano Asia e America Latina.
Nell’ultimo anno le nazioni con il maggior numero di cittadini rimpatriati con scorta della Polizia di Stato sono state Tunisia (600), Egitto (532), Albania (323), Nigeria (250) e Marocco (213).
Nel 2024 il 61% dei rimpatri forzati (2.157) è stato effettuato con voli charter e il 39% (1.380) con voli di linea. Nel 2025 circa il 62% dei rimpatri (1.835) è avvenuto tramite voli commerciali e il 38% (1.124) con voli charter. I voli charter
organizzati sono stati 113 nel 2024, con una media di nove al mese, e 81 nel 2025, pari a circa sette al mese.
Le persone rimpatriate con scorta della Polizia di Stato partite da un Centro di permanenza per il rimpatrio sono state 2.384 nel 2024 e 1.443 nel 2025.
Come ha spiegato il presidente del Garante Nazionale Riccardo Turrini Vita: “Il Garante desidera condividere con questa pubblicazione i risultati raggiunti nella ricerca nata con l’ambizioso obiettivo di svolgere il mandato di meccanismo nazionale di garanzia attraverso una analitica ricognizione di tutte le persone straniere irregolarmente presenti sul territorio nazionale che sono state accompagnate oltre la frontiera durante gli anni 2024 e 2025”.
