L’UNHCR lancia una nuova piattaforma per analizzare i percorsi complessi lungo le rotte principali

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, ha lanciato Routes Monitor, una nuova piattaforma di dati che offre il quadro più completo mai realizzato fino a oggi dei movimenti misti lungo le principali rotte globali.

Aggiornata mensilmente, la piattaforma riunisce diverse fonti di informazione – tra cui l’UNHCR, le autorità nazionali, i partner delle Nazioni Unite e delle ONG, i media e il monitoraggio dei social media – per mostrare le tendenze in evoluzione, evidenziare le esigenze di protezione e sostenere risposte più efficaci lungo l’intero percorso. Ciò contribuirà a fornire una migliore protezione e soluzioni laddove si trovano le persone, offrendo alternative ai viaggi pericolosi.

Con un’attenzione particolare alla protezione delle persone a rischio, la piattaforma aiuta ad analizzare i movimenti sempre più complessi di oggi, in cui i rifugiati in fuga da conflitti o persecuzioni spesso si spostano insieme a persone che viaggiano per motivi diversi. Ulteriori rotte o segmenti di rotta saranno aggiunti progressivamente.

“Questo strumento ci offre una visione unica e comparativa dei movimenti tra paesi e regioni”, ha affermato Elizabeth Tan, direttrice della Divisione Protezione e Soluzioni dell’UNHCR. “Ci aiuta a identificare modelli e cambiamenti nelle tendenze lungo le rotte, sostenendo risposte più coordinate che danno priorità alla sicurezza e alle soluzioni”.

Nel complesso, i dati del 2025 mostrano che ci sono state quasi 200.000 partenze registrate e più di 151.000 arrivi lungo le rotte monitorate, tra cui Africa, Medio Oriente, Europa e Asia. Sebbene le rotte attraverso il Mediterraneo abbiano attualmente più dati registrati grazie ai sistemi di monitoraggio consolidati, esse rappresentano solo una parte di un panorama più ampio. Continuano anche i movimenti lungo il corridoio Africa occidentale-Atlantico e attraverso il Golfo del Bengala e il Mare delle Andamane, anche se la visibilità varia laddove l’accesso e la segnalazione rimangono limitati.

La piattaforma Routes Monitor mira a rendere progressivamente più accessibili e comparabili le informazioni provenienti dalle diverse rotte, contribuendo a colmare le lacune esistenti.

Il dato registrato sui decessi e le sparizioni in mare – più di 2.600 persone nel 2025 lungo le rotte monitorate – è probabilmente una stima al ribasso del costo umano complessivo, dato che molti incidenti si verificano in zone marittime remote dove la segnalazione e la verifica sono limitate.

L’UNHCR osserva che la diminuzione degli arrivi registrati riflette spesso un inasprimento dei controlli alle frontiere o delle misure di contrasto. “Un minor numero di arrivi non significa che meno persone stiano fuggendo dal pericolo”, ha aggiunto Tan. “Le restrizioni possono limitare gli spostamenti, ma spingono anche le persone verso rotte più remote e rischiose. I fattori che determinano la fuga rimangono forti e le esigenze di protezione rimangono urgenti, richiedendo un’azione immediata e congiunta”.

Il Routes Monitor è stato progettato per supportare l’analisi da parte degli operatori del settore – tra cui Stati, partner delle Nazioni Unite e delle ONG, organizzazioni guidate dai rifugiati e mondo accademico – al fine di informare le iniziative di advocacy e le risposte, e migliorare la protezione e la sicurezza delle persone costrette a fuggire.