A parte Ciccio Cipolla, quanti messinesi pensano che Federico Basile sia davvero il sindaco di Messina? Non ce ne fossero già troppi, si potrebbe commissionare un vero sondaggio. Nel frattempo, sono d’accordo con la nota del Pd (loro mi sembrano di sinistra) che sulla Gazzetta del Sud dichiarano: “Oggi Messina è più povera, più fragile e più diseguale, nonostante le straordinarie opportunità offerte dal PNRR per costruire un vero progetto strategico di crescita. Il Partito Democratico si propone come forza baricentrica di una coalizione ampia e inclusiva, alternativa al deluchismo e al centrodestra”.
Resta il fatto che aspetto con ansia che spieghino come faranno a vincere le Amministrative se quelli tosti del Pd sono emigrati in Forza Italia e qualcuno persino in Calabria. Ogni volta che presentano un “candidato sindaco” ripenso con nostalgia a Francantonio Genovese. In ogni caso, esprimo solidarietà ai valorosi militanti e agli intellettuali che sono stati colpiti da una perdita di memoria improvvisa, nota anche come amnesia.
Approfitto della pausa di riflessione del Centrodestra per riprendere un interrogativo lanciato da un nostalgico sui social: la casa popolare è di destra o di sinistra?
Anche il lettore distratto avrà capito che siamo oltre l’etica e il voto di scambio: la democrazia è difficile. Nientedimeno! Quello che però vorrei sapere è il costo dell’intera operazione e soprattutto la trasparenza della stessa. La butto lì: chi sono i proprietari che hanno venduto all’autorità istituzionalmente preposta? Quanti di questi hanno interessi in politica? Con che parametri è stata valutata la congruità del prezzo? Ma non c’erano anche un bel po’ di ombre, in quelle vendite, siamo sicuri che non c’erano? Ma no. Ma quando mai, non ci risulta.
E’ notte fonda: il palazzo è buio. Lascio in piedi la domanda del signore nostalgico: la casa popolare è di destra o di sinistra? Per porne un’altra: ci sono faccendieri di serie A e faccendieri di serie B? Tutto ciò è indubbiamente spettacolare. Quanto sia politico, non so e non m’interessa.
