Scontri Torino – Nordio, ministro della Giustizia, a 24 Mattino su Radio 24: repressione immediata e severa, ora spetta a magistratura

Purtroppo, il diritto penale deve adeguarsi alla mutevolezza dei tempi e delle circostanze. In questo decreto – che ripeto sarà in discussione, o questo disegno di legge che sarà in discussione – alcune sanzioni penali vengono degradate a quelle amministrative, che vengono ritenute più efficaci e di più immediata applicazione. Per intenderci, invece di prevedere un arresto che poi si risolve in una pena sospesa, erogare una sanzione amministrativa di parecchie migliaia di euro, magari anche ai genitori dei minori violenti potrebbe essere più efficace.

Il diritto penale segue l’evoluzione delle cose. Abbiamo introdotto il femminicidio perché in questi anni vi è stata una recrudescenza, anzi un’esplosione di questo tipo di dati. Abbiamo introdotto il reato di occupazione fraudolenta e abusiva, cosa che negli anni precedenti non c’era, per tutelare le persone più deboli e magari anche quelle senza casa che se la trovavano occupata. Adesso ci troviamo di fronte a queste manifestazioni. Io sono abbastanza anziano, anche come ex magistrato, per ricordarmi gli anni ’70, quando si è iniziata questa opera di legittimazione delle forze dell’ordine contro le aggressioni alle forze dell’ordine. Io ricordo il nome di un agente, si chiamava Annarumma, che è stato ucciso addirittura durante una di queste manifestazioni.

E da lì è cominciata tutta una legislazione in un certo senso anche preventiva e repressiva, che però è stata tardiva, perché infatti dopo un po’ sono esplosi i terrorismi delle Brigate Rosse, di Prima Linea e di altre formazioni del marxismo-leninismo violento. Quindi, naturalmente, con equilibrio e anche con proporzione questa necessità è imposta dalla natura delle cose.

Lo ha detto Carlo Nordio, ministro della Giustizia a 24 Mattino su Radio 24.

Poi sulle similitudini con gli anni ’70, il ministro risponde: “No, questo no perché all’epoca vi era una fortissima ideologizzazione da parte di queste bande, che vorrei ricordare peraltro l’estrema sinistra chiamava compagni che sbagliano. Oggi questo fanatismo politico ed ideologico non c’è però vi è sempre quello che c’era 50 anni fa, ovvero un odio profondo verso la civiltà occidentale, verso i regimi liberali e democratici che si esplica con questa violenza indiscriminata che può avere ora per oggetto la TAV o il Ponte di Messina, speriamo non abbia le Olimpiadi ma comunque è una violenza fine a sé stessa per dimostrare questo odio inestinguibile verso la democrazia. Bisogna essere chiari, bisogna intervenire con una repressione che sia immediata, adeguata e severa, ha ragione la nostra premier Meloni a dire che ora spetta alla magistratura dimostrare, in piena autonomia e indipendenza, che la legge va rispettata senza se, senza ma e senza indulgenze”.

Referendum giustizia –  Parlamento sacra istituzione, offenderlo è blasfemia

“Confermo il termine ‘blasfemo e lo ripeto per chi sostiene che questa riforma costituzionale voglia mettere la magistratura sotto il potere esecutivo. Perché ‘blasfemo’? Perché in corretto italiano ‘blasfemia’ significa un oltraggio a un’istituzione sacra. Poiché per me il Parlamento è un’istituzione sacra, sia come ministro sia come cittadino, offendere il Parlamento attribuendogli cose che non ha fatto, frasi che non ha detto, leggi che non ha promulgato, mentre al contrario la legge Costituzionale è chiarissima nel definire la magistratura autonoma e indipendente – sia quella requirente sia quella giudicante – è un’espressione non solo impropria, ma oltraggiosa verso un’istituzione. Contro il Parlamento, che io continuo e ribadisco essere blasfema”.

Nordio: Se vince il Sì al referendum, sorteggio magistrati a rischio zero e garanzie per minoranze politiche

“Le leggi attuative, sulle quali apriremo subito un dialogo con la magistratura e l’avvocatura in modo accademico qualora, come auspichiamo, vincerà il sì, porranno rimedio a questo problema e lo risolveranno. Posso dire sin d’ora che per quanto riguarda il sorteggio dei magistrati, vi è un canestro estremamente ridotto. Devono infatti essere magistrati con almeno 20 anni di esperienza per l’Alta Corte di Giustizia, o presumo almeno 15 per il CSM: quindi già magistrati valutati tre volte positivamente dallo stesso Consiglio Superiore della Magistratura e quindi, per definizione, bravi, intelligenti e operosi. Altrimenti significherebbe che il CSM non sa fare il suo lavoro, perché ha promosso degli asini. Per quanto riguarda i politici, siamo consapevoli di questo problema e ne stiamo discutendo preventivamente, proprio per poter valutare le varie opzioni. Posso assicurare sin d’ora che comunque la legge attuativa terrà conto dei diritti delle minoranze parlamentari: il sorteggio troveremo il sistema – ripeto, anche attraverso un dialogo – perché non sarà un sorteggio che privilegerà la maggioranza governativa, se non eventualmente per quanto riguarda la proporzione numerica fisiologica, come oggi accade per la nomina dei giudici costituzionali e dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, che vengono eletti dal Parlamento ma rappresentano in realtà le forze politiche che lo compongono”.