Garlasco: Garante privacy, informare nel rispetto delle persone

A rischio la dignità della vittima, dei familiari e di chiunque sia coinvolto…

Il Garante per la protezione dei dati personali stigmatizza il comportamento di media e siti web che, nel dar conto della tragica vicenda di Chiara Poggi, continuano a diffondere immagini, nomi e particolari eccedenti le pur legittime finalità informative.

L’Autorità segue da tempo l’evoluzione della vicenda sotto il profilo della protezione dei dati personali ed è già intervenuta nell’ambito delle proprie competenze. Tuttavia, il progressivo aumento del livello di dettaglio con cui alcuni articoli e servizi televisivi ricostruiscono fatti, contesti personali e profili individuali induce il Garante a richiamare sin d’ora l’attenzione dei media, anche in presenza di istruttorie tuttora in corso.

La pubblicazione reiterata di tali elementi, oltre a far degenerare la cronaca in una morbosa spettacolarizzazione, contrasta con il principio di essenzialità dell’informazione e viola la normativa in materia di protezione dei dati personali nonché le Regole deontologiche dei giornalisti.

Il rispetto della persona e della sua dignità costituisce un limite invalicabile dell’attività informativa e deve essere garantito non solo alla vittima, ma anche ai suoi familiari, agli indagati e a tutte le persone che, a vario titolo, risultano coinvolte o richiamate nella narrazione mediatica.

Il Garante, riservandosi l’adozione dei provvedimenti ritenuti opportuni, richiama pertanto tutti i media e i siti web al più rigoroso rispetto della normativa vigente e delle Regole deontologiche, affinché il diritto di cronaca non si traduca in una indebita esposizione di dati personali e in una lesione della dignità delle persone.