C’è molta Uisp nel libro di Giuseppe Smorto “I 4 Gianni. Brera, Clerici, Minà, Mura”. E questa foto racconta l’arte del racconto, in tempi di sport esagerato…
Daniel Ortega è molto cambiato, nessuno raccoglierebbe più soldi per mandare il Nicaragua ai Mondiali di baseball. Molti miti sono sfioriti, non l’idea dello sport per tutti: quindi c’è molta Uisp nel libro “I 4 Gianni. Brera, Clerici, Minà, Mura” scritto nei giorni del cinquantenario di Repubblica. Un giornale nato senza sport che finì poi per accogliere le firme migliori e per raccontare un mondo non solo fatto di campioni e ultrà.
Dei 4, soprattutto Gianni Minà e Gianni Mura sono stati vicini all’associazione, e a me basta sfogliare qualche foto per ricordare. Quei cinquanta milioni raccolti per un piccolo stato centro-americano bravo nello sport più amato negli States. Una volta a Perugia, Minà, Muhammad Ali e Gianmario Missaglia insieme, una lenta passeggiata su corso Vannucci, circondati dalla gente. Un’altra volta, proprio nella redazione di Repubblica, la foto che pubblichiamo: Lee Evans, il quattrocentista che sfidò le autorità a Mexico ’68, dopo che Smith e Carlos erano stati puniti per il loro gesti di protesta sul podio. E poi Vittorio Zambardino, che legge il giornale insieme a lui, Missaglia, Gianni Mura e immodestamente, io.

Di imprese matte ne abbiamo fatte tante e nel libro, pubblicato da Minerva Edizioni, ne racconto qualcuna: un’amichevole Comunità ebraica-Palestina, che provocò la protesta ufficiale dell’ambasciatore israeliano a Roma. Una manifestazione contro il razzismo con Tommie Smith sul palco, le interviste: perché eravamo giornalisti e volevamo anche fare notizia. Con rapporti fraterni che resistono ancora oggi.
E può essere anche interessante scoprire quel che resta oggi di quei grandi protagonisti, capaci di spostare migliaia di lettori da un giornale all’altro, quasi uno specchio della prima vita. A Gianni Mura sarà intitolata la Biblioteca dello Sport, che apre fra venti giorni a Milano nel quartiere Isola.
L’archivio di Gianni Brera è alla Fondazione “Mondadori” di Milano e racconta uno sport che non c’è più. La collezione dei 1300 libri di tennis di Gianni Clerici è custodita all’Università Cattolica di Brescia, meta di visite di aficionados, di studenti che vogliono fare una tesi. E infine la Fondazione “Gianni Minà” si occupa di progetti sociali sul territorio, offre gratis sul suo sito una buona parte delle interviste e dei servizi firmati da quello strano e felice impasto di giornalista televisivo, che sapeva scrivere anche molto bene, grande scopritore di talenti umani.
“I 4 Gianni” non ci sono più, ma di loro resta il messaggio, la traccia, la visione. In tempi di sport esagerato, pompato ma ridotto agli highlights, va preservata e difesa l’arte del racconto, dei grandi personaggi e delle piccole storie. (Giuseppe Smorto)
Nella foto: Lee Evans, Vittorio Zambardino, Giuseppe Smorto, Gianmario Missaglia e Gianni Mura nella redazione di Repubblica
