La sentenza della Corte Costituzionale sulla illiceità di sanzionare un guidatore solo perché ha assunto droghe, senza considerare gli effetti di questa assunzione mentre guida, pone ulteriori basi per la legalizzazione delle droghe oggi illegali
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art.187 del codice della strada, cioè che possa essere sanzionato non chi ha consumato sostanze stupefacenti, ma solo chi si sia posto alla guida in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale (1).
Dopo la sentenza si pone il problema di come stabilire con certezza, per sanzionatore e sanzionato, i limiti di queste condizioni che possono creare pericolo.
La risposta semplice è che lo stabilisce l’autorità di polizia caso per caso.
Ma come può l’autorità stabilire se ciò sia dovuto a stupefacenti o meno, visto che le sanzioni da applicare sono diverse? Cioé, una cosa è sanzionare per guida pericolosa (art.141 Cds: multa fino a 1000 euro, ritiro patente fino a 2 mesi, etc), altro per guida sotto effetto di stupefacenti (art.187 Cds: arresto fino ad 1 anno, multa 6mila euro, sospensione patente fino a 2 anni, etc.).
L’autorità di polizia valuta gli effetti, e se la pericolosità è dovuta a stupefacenti riesce tecnicamente a stabilirlo con delle analisi.
Ma come può il consumatore di stupefacenti (che reagisce in modo diverso di per sé e rispetto alle sostanze) sapere se la sostanza che ha assunto lo può alterare fino a renderlo pericoloso? Non può saperlo, perché queste sostanze sono reperibili solo sui mercati illegali, quindi non soggette a normative e dosaggi, riportati in etichetta, che renderebbero consapevole il consumatore su ciò che sta assumendo.
La sentenza della Corte Costituzionale ha quindi indicato al legislatore che, siccome gli stupefacenti possono essere assunti, occorrerebbe fare chiarezza e dare certezze perché questa assunzione non limiti i diritti del consumatore.
Aggiungiamo anche che l’assunzione di sostanze stupefacenti non è un reato, ma un comportamento depenalizzato per legge: se consumi non commetti un reato, ma forse commetti un illecito amministrativo.
Insomma il quadro giuridico che oggi vede alcune sostanze (tra l’altro ampiamente consumate, si pensi alla cannabis) illegali, è incerto e contraddittorio: non dà certezze ai consumatori che, come nel nostro caso, sono in balia di generiche valutazioni del tutori della legge, ma non sono messi in condizioni di poter rispettare questa legge.
1 – https://www.aduc.it/articolo/corte+costituzionale+guida+sotto+effetto+droga_40569.php
Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc
