Bilancio dell’UE per il 2028-2034: parere della Corte dei conti europea sulle norme disciplinanti la spesa e sui flussi di entrate

Il 16 luglio 2025, nell’ambito delle proposte per il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il 2028‑2034, la Commissione ha proposto un regolamento per il nuovo QFP e un nuovo sistema per le risorse proprie dell’UE. L’esecutivo dell’UE ha presentato un bilancio settennale ammontante in totale a 2 000 miliardi di euro (a prezzi correnti), un aumento del 59 % rispetto all’attuale QFP. Per finanziare detto aumento di bilancio, propone cinque nuove risorse proprie, portando il totale a nove. La Corte evidenzia una serie di punti importanti che i legislatori dell’UE dovrebbero considerare in vista dei prossimi negoziati.

Le spese

  • I massimali del QFP proposto sono del 59 % più alti di quelli dell’attuale QFP, raggiungendo l’1,26 % del reddito nazionale lordo (RNL). Ciononostante, se si escludono i rimborsi del regime UE di ripresa dalla pandemia (NGEU), gli importi espressi in percentuale del reddito nazionale lordo (RNL) dell’UE aumenterebbero dall’1,13 % al proposto 1,15 %.
  • La Commissione propone di ridurre di 20 punti percentuali la quota del bilancio dell’UE che gestisce assieme agli Stati membri. Tuttavia, il significativo aumento che ne risulterebbe nella gestione diretta ed indiretta da parte della Commissione potrebbe comportare difficoltà amministrative nonché incidere sulla distribuzione geografica della spesa.
  • La proposta della Commissione intende semplificare il quadro di bilancio riducendo il numero di programmi da 52 a 16. Tuttavia, l’effettiva portata della semplificazione a vantaggio dei destinatari finali dei fondi UE dipenderà dal modo in cui saranno concepiti ed attuati nella pratica le norme di esecuzione e i meccanismi di controllo. Al contempo, la proposta semplificazione degli strumenti di flessibilità contiene ancora elementi d’incertezza.
  • La proposta della Commissione prevede una migliore tutela del bilancio dell’UE contro le variazioni del tasso di inflazione, ma al momento di prendere una decisione definitiva sulla metodologia di adeguamento bisognerà tenere conto delle possibili conseguenze.

Le entrate

  • La Commissione stima che le modifiche proposte genereranno in media ulteriori 58 miliardi di euro l’anno per il bilancio dell’UE nel corso del QFP del 2028‑2034. Sebbene la Commissione ritenga che le nuove risorse proprie dell’UE ridurranno l’onere gravante sugli Stati membri, la Corte ha rilevato che il 77 % delle entrate annue aggiuntive continuerebbe ad essere finanziato dai bilanci nazionali. Per sostenere il finanziamento di vecchie e nuove priorità, i contributi totali annui nazionali aumenteranno in realtà del 48 % nel prossimo QFP: da 140,7 miliardi di euro a 208,5 miliardi di euro.
  • La proposta persegue la finalità di ridurre la quota della risorsa propria basata sull’RNL. In realtà, si prevede che la percentuale dei contributi RNL al bilancio annuo dell’UE diminuirà, passando dal 67 % dell’attuale QFP ad una media del 55 %, sebbene sia previsto un aumento in termini assoluti. Poiché questa risorsa propria mantiene la propria funzione di bilanciamento, qualunque deficit nelle altre fonti di entrate sarà compensato da un aumento dei contributi RNL.
  • La Corte accoglie con favore la proposta di abolire i meccanismi correttivi che riducono i contributi di alcuni Stati membri basati sull’RNL, sull’IVA e sulla plastica non riciclata, in quanto ciò renderebbe tali risorse proprie più semplici e più trasparenti. Al contrario, la Corte avverte che, nonostante alcune semplificazioni nelle modalità con cui sono calcolate alcune singole risorse proprie, con cinque nuovi flussi di entrate il sistema delle risorse proprie diverrebbe più complesso, e l’imposizione di un contributo finanziario alle società potrebbe andare contro gli obiettivi dell’UE in materia di competitività. Per di più, poiché è stato accordato un prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina, i massimali delle risorse proprie dovrebbero essere riesaminati.