Dopo il successo della passata stagione, torna in scena al Teatro Parioli Costanzo dal 5 all’8 febbraio 2026 lo spettacolo BUIO, testo scritto e diretto da Filippo Gentile. Protagonista Ernesto Lama, con Savina Scaramuzzino, Andrea Corallo e Giulia Bornacin.
“Cosa resta di noi quando i ricordi iniziano a svanire? Mario, un uomo che ha vissuto nell’ombra dell’egocentrismo, si ritrova a fare i conti con la perdita di memoria. In un ultimo slancio di lucidità, registra su una cassetta la storia della sua vita, nella speranza di ricordare chi è stato e, forse, di diventare una persona migliore”.
Note di Filippo Gentile
Buio è uno spettacolo che nasce da due necessità: una intrinseca di ogni artista e una puramente personale. La prima è la necessità comunicativa, o più semplicemente la “presunzione” di avere qualcosa da dire e la spocchia che quel qualcosa sia anche interessante per qualcuno. La seconda è una necessità che a me piace chiamare “educativa” quella cioè di lasciare un messaggio al pubblico.

Questo spettacolo parla di malattia, parla di conflitti e parla di lutto, ma giuro che è una commedia.
Mario è un uomo cinico, solo per scelta, che combatte con i suoi rimorsi usando come arma l’ironia; ma sfortunatamente viene colpito da una demenza precoce e decide di registrare, prima di degenerare, la sua vita attraverso i ricordi, creando così un secondo protagonista nell’intreccio narrativo. Risentendo la sua vita Mario, che si ritrova ad essere una “tabula rasa” decide di cambiare chi lui sia partendo da ciò che è stato.
Marco, il fratello minore, è quasi l’opposto di Mario, pragmatico, serio ed estremamente verticale si ritrova a dover crescere una figlia da solo dopo che ha perso sia la moglie che un figlio. La malattia del fratello lo porta a prenderlo in casa con lui, questo porta entrambi a combattere la malattia con lo scherzo rintracciando i loro rapporti a partire dall’ironia che li contraddistingue. fino a quando non è costretto a prendere una decisione quasi drastica.
Elisa, la figlia di Marco, è una ragazza tormentato dal lutto in eterno contrasto col padre. Si sente in gabbia in un rapporto genitore figlia in cui è stata costretta dagli eventi, senza una madre e senza un fratello incapace di tessere rapporti per paura di poter perdere anche loro. Si ritrova a 21 anni a fare da balia allo zio che cerca di sdebitarsi con lei mandandole forte messaggio.
È un testo che parla di memoria. La memoria come maestra, i ricordi che definisco chi siamo, anche quando quei ricordi vorremmo ignorarli
Orari Repliche
| Gio | 05/02/2026 | 21:00 |
| Ven | 06/02/2026 | 21:00 |
| Sab | 07/02/2026 | 21:00 |
| Dom | 08/02/2026 | 17:00 |
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