Dopo ben 14 anni, il SAPPE, Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria e maggior sindacato di categoria, grazie a IUREMED e allo studio legale Putignano di Bari, ha vinto la sua battaglia contro il fumo passivo rilasciato dalle sigarette dei detenuti, che continua ad avvelenare quotidianamente decine di migliaia di operatori penitenziari, oltre ai detenuti non fumatori.
La strada è stata il ricorso al giudice civile per ottenere giustizia per un poliziotto penitenziario morto di tumore ai polmoni, pur non essendo mai stato fumatore.
Nel settembre 2023 il Tribunale di Lecce, prendendo atto delle denunce del SAPPE ha condannato il Ministero della Giustizia a risarcire con un milione di euro la famiglia del collega deceduto.
La Corte di appello di Lecce, ha confermato la sentenza di primo grado, diventata definitiva in data odierna.
Il fumo passivo nuoce gravemente alla salute di poliziotti e detenuti, a causa degli altissimi tassi di tabagismo negli istituti di detenzione, il SAPPE ha sempre cercato di essere propositivo, offrendo soluzioni concrete alla politica e al DAP per uscire dallo stallo.
Tali soluzioni sono emerse anche grazie al confronto con due illustri esperti di prevenzione del tabagismo che si sono mostrati interessati alle nostre idee e ci hanno offerto una collaborazione e un contributo di alto livello, di cui siamo onorati.
Per questi motivi, ringraziamo il Professor Giacomo Mangiaracina e il Professor Fabio Beatrice, responsabili rispettivamente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione (ANP) e del Board Scientifico dell’Osservatorio per la Riduzione del Danno in Medicina (MOHRE), per il progetto “LIBERI DAL FUMO”.
Il SAPPE, pur consapevole che eliminare del tutto il tabagismo nelle carceri è quasi impossibile per motivi pratici e psicologici, ha come obiettivo la riduzione dei rischi per la salute dei poliziotti
penitenziari, degli operatori nonché dei detenuti, migliorando le loro condizioni di lavoro, salute e detenzione.
Tutto ciò può essere raggiunto attraverso:
1. campagne informative mirate;
2. supporto medico-psicologico per chi desidera smettere o ridurre il consumo di tabacco;
3. controlli più efficaci sul rispetto della normativa antifumo.
“Liberi dal Fumo” è un progetto unico nel suo genere, che chiederemo sia sperimentato in un carcere, ma un impegno concreto e morale nato per onorare la memoria del collega morto e dalla volontà di evitare che simili tragedie si ripetano.
Il progetto verrà presto sottoposto all’attenzione dell’Amministrazione Penitenziaria e delle autorità politiche affinché ciascuno, per la propria parte di competenza, si adoperi per l’attuazione. Inizialmente il progetto pilota partirà da un penitenziario per poi essere successivamente portato nelle altre carceri della nazione.
Con l’auspicio che giunga l’aiuto e l’apporto sia da parte degli altri sindacati della polizia penitenziaria, sia da parte delle associazioni che si battono per i diritti dei detenuti (radicali, Antigone, Nessuno Tocchi Caino, ecc.).
Il SAPPE ritiene che tale impegno sia condiviso e venga assunto da tutte le parti senza se e senza ma, perché in gioco ci sono la vita e la salute di decine di migliaia di persone (tra poliziotti, operatori e detenuti) che ogni giorno, nelle carceri italiane, si avvelenano inalando il fumo passivo, causa di malattie e morti evitabili.
