in libreria dal 30 gennaio
Pagine: 176 | Prezzo: 16,00 euro
«La Zanzara, invece, ha bisogno di volare dappertutto e in maniera organizzata. Oltre che per il suo valore storico e per il fatto di aver aperto la strada al movimento degli studenti, si tratta di una vicenda che ha un caleidoscopio di significati, in cui si possono identificare migliaia di ragazzi, in tutta Italia. Ogni scuola, ogni classe, ogni tempo in fondo, ha la sua Zanzara».

FEBBRAIO 1966: esce La Zanzara che contiene l’inchiesta Cosa pensano le ragazze di oggi? Proteste di un gruppo di genitori e il 22 febbraio un articolo del «Corriere Lombardo» a sei colonne che rilancia lo «scandalo al Parini».
MARZO 1966: i tre responsabili delle rivista, minorenni, vengono convocati nello studio del sostituto procuratore della Repubblica Pasquale Carcasio. Qui subiscono un’ispezione corporale, accompagnata da allusioni alla condotta sessuale dei ragazzi e delle loro famiglie.
IL CASO DIVENTA NAZIONALE (E NON SOLO): una lettera di protesta al presidente della Repubblica Saragat, ai presidenti delle Camere, al presidente del Consiglio, ai ministri, viene firmata da intellettuali, politici, giornalisti.
30 MARZO 1966: Il dibattimento si tiene nell’Aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano. Le tre udienze, vietate ai minorenni, sono comunque affollatissime anche per la presenza della stampa internazionale, dal «New York Times» a «Le Monde».
Milano, 1966. La Zanzara, periodico del liceo classico Parini, pubblica un’inchiesta dal titolo: Che cosa pensano le ragazze d’oggi? Le risposte date dalle studentesse sull’amore, la contraccezione, il matrimonio, il ruolo della donna e l’educazione sessuale accendono una scintilla destinata a infiammare tutto il Paese. La reazione è immediata: la denuncia per oscenità da parte dei genitori e di ambienti cattolici porta i tre giovanissimi redattori Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano davanti alla procura di Milano. Seguono perquisizioni corporali, interrogatori, un processo senza precedenti. Scrittori e intellettuali firmano un appello di protesta, mentre la stampa internazionale – dal “New York Times” a “Le Monde” – osserva col fiato sospeso il dibattimento nell’aula del Palazzo di Giustizia, per quella che non sarà solo una vicenda giudiziaria, ma un momento cruciale nella storia dell’emancipazione femminile e della libertà d’espressione in Italia. Sessant’anni dopo la celebre inchiesta, Gianmichele Laino riapre il caso della Zanzara intrecciando documenti e testimonianze, per riportarlo nel nostro presente. Attraverso le parole delle studentesse e degli studenti di oggi, l’autore ci invita a interrogarci su quanto sia cambiato, o rimasto uguale, il modo in cui parliamo di libertà, corpo e educazione sessuale. Perché La Zanzara non appartiene solo al passato: continua a ronzare nelle scuole, e in ogni generazione che chiede di essere ascoltata.
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