Il carcere si apre all’arte. L’arte messa alla prova: Anila Rubiku, I’m still standing

Bologna – Per la prima volta l’arte contemporanea entra dentro la Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna trasformando il carcere in un luogo di dialogo e di partecipazione culturale. L’iniziativa, in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale della Dozza, inserisce il carcere nel percorso delle mostre che si svolgono in città durante ART CITY Bologna 2026 e Arte Fiera, offrendo alla cittadinanza un invito a entrare simbolicamente in uno spazio di soglia tra arte, vita e giustizia sociale. All’interno del carcere, dal 6 all’8 febbraio 2026, l’Associazione Acrobazie presenterà l’installazione L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m Still Standing dell’artista italo-albanese Anila Rubiku (Durazzo, 1970), a cura di Elisa Fulco.

“Il programma di ART CITY Bologna in carcere – dichiara Rosa Alba Casella, Direttrice della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” – è un altro tassello del processo di integrazione tra carcere e città, che da alcuni anni si sta portando avanti in collaborazione con gli enti del territorio, nella consapevolezza che il carcere non è uno spazio separato, ma parte viva della città stessa. In questo processo di integrazione può essere ponte tra il dentro e il fuori e, sollecitando un modo differente di vedere e capire le cose, essere anche una sfida alle convenzioni e ai pregiudizi per la costruzione di una società inclusiva e solidale. L’arte non come lusso per pochi, ma come specchio della condizione umana e come possibilità di trasformazione.”

Continua la curatrice, Elisa Fulco: “Il progetto, che vedrà protagonista l’artista Anila Rubiku, oltre ad aprire il carcere alla città, suggerisce l’importanza di adottare stabilmente nuovi modelli di pratica artistica all’interno delle strutture detentive, con l’obiettivo di favorire la co-progettazione, la rilettura in chiave innovativa del patrimonio culturale, e l’ideazione di nuovi servizi sociali in una logica intersettoriale. L’esperienza di progettazione portata avanti con il progetto Spazio Acrobazie a Palermo, sia all’interno delle strutture detentive che in collaborazione con l’Esecuzione penale esterna, dimostra che per produrre cambiamento e innovazione occorre far dialogare cultura, sanità, educazione, giustizia, mondo profit e no profit. Ugualmente utilizzare leve estetiche, narrative ed emotive aiuta a generare coinvolgimento, e partecipazione da parte di tutti gli stakeholder, e a costruire una comunicazione valoriale in grado di fornire una rappresentazione più umana di temi divisivi come la detenzione.”

Anila Rubiku presenterà quattro interventi distribuiti negli spazi dedicati ai colloqui con i familiari e i legali delle persone detenute, il cui titolo I’m Still Standing, ispirato alla canzone di Elton John del 1983, è dedicato al tema della resilienza, della speranza e delle seconde possibilità.

Gli interventi sono costituiti da una serie di disegni di uccelli, come metafora del possibile riscatto del femminile (Hope is the things with feathers, 2022); da alcuni disegni di protesi dei veterani, che mostrano le soluzioni creative adottate per restare in piedi (I’m Still Standing, 2019); da alcune le porte ricamate ispirate alle porte segrete dei palazzi milanesi come emblema delle seconde possibilità (The Inner doors, 2025); dalla serie di ritratti astratti delle detenute albanesi composti da sbarre da forzare per uscire da un sistema di giustizia dal calco maschile che penalizza le donne (Defiants’s Portrait, 2014).

L’installazione L’Arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m Still Standing è la seconda tappa di un percorso nazionale, sperimentato a Palermo in occasione del progetto “Spazio Acrobazie. Laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica” (2022-2025), che mira a costruire una rete permanente tra arte, giustizia, cura e cittadinanza attiva all’interno delle strutture detentive.

Il primo appuntamento bolognese nasce per suggerire l’importanza di co-progettare interventi di welfare culturale con l’obiettivo di collegare il “dentro” e il “fuori”, favorendo la conoscenza delle collezioni museali e la collaborazione intersettoriale affinché l’arte diventi un motore di inclusione e rigenerazione sociale.

 

Si ringraziano

La galleria Ncontemporary, Milano – Venezia Alessi SPA Società Benefit, Kartell SPA, Fondazione Ennio De Rigo ETS, la casa vinicola Conte Tasca d’Almerita società benefit.