Eventi culturali: inaugurata a Catania la mostra di Renato Zacchia “Agatha e i suoi volti”

Catania – Inaugurata con grande successo di pubblico e devoti, nella Chiesa di San Francesco Borgia in via Crociferi, la mostra del fotografo Renato Zacchia, “Agatha e i suoi volti” (10 gennaio – 08 febbraio 2026), omaggio al culto di Sant’Agata organizzato dal Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci della Regione Siciliana, diretto da Giuseppe D’Urso, realizzato con il patrocinio della Delegazione FAI Catania e del Comitato per la Festa di Sant’Agata e del Giubileo Agatino (1126 – 2026).

All’inaugurazione, insieme al direttore del Parco e all’autore, sono intervenuti gli storici dell’arte Giuseppina Radice e Gaetano Bongiovanni. Curatrice del progetto Antonella Furian. Visite fino all’8 febbraio: dal martedì al sabato 9.30-18, domenica ore 9-13. Ingresso libero.

“Ho visto Sant’Agata senza vederla”, ha commentato una visitatrice che aggiunge: “Ho sentito gli odori e i profumi della festa e percepito forte la devozione della gente ritratta in questi scatti”. Un altro visitatore, esperto di storia dell’arte, si spinge a individuare negli scatti di Zacchia la luce di grandi maestri della pittura, come Caravaggio e Antonello da Messina.

In mostra a San Francesco Borgia – sontuosa chiesa-museo che riunisce capolavori d’arte e arredi liturgici appartenuti ai frati della Compagnia di Gesù – sono oltre quaranta scatti in bianco e nero (43 stampe e 6 gigantografie) – frutto di un’indagine fotografica condotta da Zacchia nell’arco di cinque anni e di un coinvolgimento “immersivo” tra la folla e i riti di Sant’Agata. “Uno sguardo laico – ha sottolineato l’autore – che ricerca il “sublime” nel dettaglio e nell’intensità dello sguardo, elevando la devozione”.

Catanese e di formazione scenografo, ritrattista di celebrità come Rudolf Nureyev e Richard Avedon, sul set con Michelangelo Antonioni fotografo ufficiale della Ferrari e della Maserati e con una lunga collaborazione con i teatri d’opera di tutto il mondo, torna nella sua città dopo decenni di attività negli States con un progetto fotografico che celebra il rito e il culto della patrona Sant’Agata.

“La decisione di utilizzare esclusivamente il bianco e nero – aggiunge l’autore, Renato Zacchia – nasce dall’esigenza di spogliare il rito dal folklore cromatico. L’obiettivo è concentrarsi sull’espressione pura dei volti e su una città che riflette l’adorazione persino nelle sue pietre. In questo racconto, l’immagine della Santa esce dai dipinti sacri per riflettersi sui muri e sulle architetture, trasfigurando lo spazio urbano in una dimensione sospesa e senza tempo”.

Di scena è il legame indissolubile tra l’uomo e il paesaggio architettonico. “Attraverso l’uso di ampi formati e gigantografie – spiega ancora Zacchia – ho voluto che lo spettatore smettesse di essere solo un osservatore per diventare parte integrante del rito”.

A completamento di questa indagine umana, la mostra introduce una sezione che eleva il racconto in una dimensione concettuale. Attraverso la giustapposizione e un sapiente uso dell’effetto trompe-l’œil, Zacchia raffigura la devozione di Sant’Agata come un’energia che si manifesta al di fuori degli edifici religiosi, riflettendosi, nei giorni di festa, sull’intero tessuto urbano. Le opere esposte sono l’affermazione definitiva su un’onnipresenza spirituale che pervade ogni angolo di strada e si specchia nell’architettura barocca della città.

Visite fino all’8 febbraio: dal martedì al sabato 9.30-18, domenica ore 9-13. Ingresso libero.