La Corte dei conti europea ha pubblicato oggi due pareri sulle proposte legislative della Commissione europea per stimolare la competitività, la ricerca e l’innovazione nell’UE attraverso il Fondo europeo per la competitività e il programma Orizzonte Europa. Si tratta dei primi di una serie di pareri della Corte sulle proposte per il bilancio dell’UE 2028‑2034. La Corte fornisce il proprio parere di esperto indipendente sull’impostazione del bilancio, sulla governance, sul quadro della performance e sui meccanismi di controllo finanziario, al fine di garantire non solo che le iniziative promuovano la trasparenza e la rendicontabilità, ma anche che le risorse dell’UE siano usate in modo efficace ed efficiente.
Il 16 luglio 2025 la Commissione ha proposto nuovi regolamenti per l’istituzione del Fondo europeo per la competitività (uno strumento di bilancio per sostenere le tecnologie e i settori strategici europei fondamentali) e del decimo programma quadro per la ricerca e l’innovazione, noto come Orizzonte Europa. Insieme, essi mirano a garantire un flusso continuo dalla ricerca fondamentale alla ricerca applicata fino alle start-up e alle scale-up. La proposta sull’ECF includerà anche un programma specifico per le attività di ricerca e innovazione nel settore della difesa. La dotazione complessiva comune sarà di 409 miliardi di euro, pari ad un quinto del bilancio totale proposto per il periodo 2028‑2034.
La Corte ha esaminato in particolare i seguenti aspetti:
- gli investimenti nella competitività, innovazione e ricerca dell’UE sono una priorità d’intervento in tutta l’Unione e potenzialmente hanno anche un elevato valore aggiunto dell’UE. Non esiste però una definizione comune di questo concetto nella legislazione dell’UE né nelle proposte su ECF e Orizzonte Europa;
- la Corte rileva che entrambe le proposte contengono numerosi riferimenti alle priorità trasversali dell’UE, ma né la Commissione né gli Stati membri dispongono di dati completi e attendibili sull’uso dei fondi dell’UE per gli obiettivi ad esse collegati, e le proposte non affrontano il problema. Vi è inoltre la necessità di chiarire ulteriormente come verrebbe applicato il principio dell’“eccellenza”. In aggiunta, mentre la proposta su Orizzonte Europa fa riferimento al processo del semestre europeo, il progetto di regolamento sull’ECF non lo menziona;
- la proposta ECF consentirà di riassegnare rapidamente i fondi tra i diversi settori d’intervento e persino di ricevere contributi supplementari dagli Stati membri o da altri portatori d’interessi. Questa accresciuta flessibilità di bilancio potrebbe avere implicazioni per gli aiuti di Stato che, a giudizio della Corte, dovrebbero essere chiarite. La Corte suggerisce inoltre di specificare i requisiti minimi di capacità rotativa (ossia il reimpiego ripetuto dei finanziamenti per garanzie, prestiti e partecipazioni azionarie durante l’attuazione del programma) e di fissare le commissioni di gestione a livelli ragionevolmente bassi per i partner (come la Banca europea per gli investimenti o altri istituti finanziari) che attuano il programma;
- entrambe le proposte si sforzano di attuare una semplificazione attraverso un corpus normativo unico, condizioni di pagamento armonizzate e lo scambio unificato di dati. Tuttavia, alcuni elementi fondamentali devono essere chiariti, ad esempio in materia di appalti, sull’uso dei finanziamenti non collegati ai costi e sulle opzioni semplificate in materia di costi;
- la Corte segnala inoltre alcuni rischi relativi a conformità, trasparenza, rendicontabilità e tracciabilità dei fondi spesi. La ricerca, in particolare, è un settore di spesa ad alto rischio, in cui gli errori sono frequenti e rilevanti. Alcuni approcci innovativi, come gli appalti precommerciali, richiederebbero particolare attenzione. Misure di semplificazione come gli importi forfettari riducono l’onere amministrativo, ma le norme sul loro utilizzo dovrebbero essere chiare;
- poiché i finanziamenti saranno gestiti dalla Commissione in modo diretto o indiretto (ossia attraverso partenariati, imprese comuni e la BEI), la Corte godrà di pieni diritti di audit. La Corte chiede tuttavia che i propri diritti di audit siano salvaguardati in qualsiasi accordo con le entità delegate, i beneficiari e i terzi;
- infine, un’altra novità delle proposte per il periodo 2028‑2034 è un regolamento orizzontale, che sarà oggetto di un altro parere della Corte, in cui si stabilisce come debba essere monitorata, analizzata e valutata la performance dei programmi.
