I poliziotti della questura di Messina hanno eseguito un decreto di sequestro patrimoniale emesso, ai sensi del codice antimafia, dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Messina, su proposta congiunta del procuratore della Repubblica e del questore di Messina, riguardante beni immobili, per un valore complessivamente stimato di quasi un milione di euro, riconducibili a due fratelli di Oliveri (Messina), uno dei quali, fino al recente passato, dirigente dell’Ufficio tecnico dello stesso comune, l’altro, ingegnere e libero professionista.
Tramite le indagini, gli investigatori della Divisione anticrimine di Messina, hanno ricostruito i modi in cui i due arricchivano il proprio patrimonio. In particolare, l’uomo che ricopriva la funzione di responsabile dell’area tecnica, abusando dei poteri correlati all’incarico, nell’arco temporale dal 2000 al 2012, in cambio di benefici di vario genere, ha rafforzato l’operatività del clan di Cosa Nostra dei “barcellonesi”, attivo soprattutto nel settore degli appalti pubblici.
L’ex dirigente è stato giudicato in via definitiva, responsabile del reato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, in quanto sfruttando la posizione pubblica rivestita ha agevolato la Mafia, truccando sistematicamente le gare d’appalto e al tempo stesso, segnalando ai referenti del clan, ai quali era asservito, i nomi degli imprenditori aggiudicatari di lavori pubblici, da sottoporre a estorsione.
L’altro uomo, ingegnere e libero professionista, obbligava diverse persone, interessate ad avviare operazioni di lottizzazioni o in generale di costruzione di complessi immobiliari, a affidargli la progettazione delle opere, prospettando, in caso contrario, che il fratello responsabile del Comune, li avrebbe ostacolati nella fase di approvazione dei relativi lavori.
L’ingegnere avrebbe indicato ai committenti anche le ditte che, per la realizzazione delle opere, avrebbero dovuto fornire i materiali.
Attraverso le indagini, gli agenti hanno scoperto che il professionista sarebbe stato socio occulto di due società fra di loro collegate, entrambe in liquidazione, che avrebbero conseguito illeciti profitti, per effetto dell’attività edilizia realizzata nel territorio del comune di Oliveri, in forza di provvedimenti autorizzatori illegittimi, in quanto contrastanti con gli strumenti urbanistici.
Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca riguarda sei immobili, ritenuti fittiziamente intestati ad altri congiunti, il cui acquisto viene considerato sproporzionato rispetto alle capacità reddituale e patrimoniale degli intestatari.
