Unione Naz. Consumatori su riordino accise carburanti: speculazioni in Sicilia e Umbria

Il riordino delle accise entrato in vigore ieri non ha per il momento prodotto speculazioni, tranne che, pur se in modo contenuto, in Sicilia, Umbria e Toscana. A differenza del precedente riallineamento dello scorso maggio, quando il gasolio salì di prezzo mentre la benzina restò al palo, ora le accise sono state aggiustate in modo equivalente. Insomma, per ora nessun furbetto del Quartierino.

“Evidentemente l’esposto all’Antitrust presentato dalla nostra associazione nei mesi scorsi in occasione del precedente riassetto, anche se a fine ottobre è stato archiviato con la motivazione che “non sono emerse evidenze che permettano di configurare una violazione della normativa a tutela della concorrenza“, avendo comunque prodotto ispezioni e accertamenti da parte dell’Authority, ha indotto a più miti consigli le compagnie petrolifere” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Confrontando le medie regionali e autostradali calcolate giornalmente dal Mimit, considerato comunque che i prezzi, al di là delle accise, stanno comunque calando, in autostrada, di solito la rete più problematica, dal 31 dicembre ad oggi la benzina self service è diminuita di 1,7 cent al litro (-85 cent per 1 pieno di 50 litri) mentre il gasolio è aumentato di 1,6 cent al litro (+80 cent per un pieno), addirittura meno.

Nelle regioni, facendo una media aritmetica semplice tra i prezzi medi regionali, la benzina è scesa di 1,8 cent, ossia si risparmiano 91 cent a rifornimento, il gasolio è salito di 1,5 cent al litro, pari a un costo aggiuntivo di 76 cent per un pieno, anche in questo caso non un bilancio positivo tra le due tipologie di carburanti.

Non è così, però, in 3 regioni, Sicilia, Umbria e Toscana, dove il divario tra la discesa della benzina e l’incremento del gasolio è a discapito degli automobilisti. Il primato negativo è in Sicilia, dove la discrepanza tra i due carburanti è pari a 0,5 cent, con la benzina che si abbassa di appena 1,2 cent al litro e il gasolio che aumenta di 1,7 cent. Medaglia d’argento per l’Umbria con un differenziale pari a 0,4 cent al litro, con la benzina che diminuisce di appena 1 cent (il record negativo, cfr. tabella n. 2) e il gasolio che si alza di +1,4 cent. Sul gradino più basso del podio la Toscana con 0,1 cent al litro: benzina -2,1, gasolio +2,2 cent al litro (il record negativo rispetto al diesel.

Per la sola benzina si segnala al secondo posto la Campania, con un calo di soli 1,2 cent, mentre per il gasolio si segnala un ex aequo per Lombardia e Sardegna, al secondo posto con un rialzo di 2 cent al litro. Per le virtuose, vince l’Abruzzo sia per la benzina, sia per il gasolio che per il divario tra i due carburanti (-3,3 cent).

Ricordiamo che dal primo gennaio 2026 le accise sulla benzina si sono ridotte di 4,05 centesimi di euro per litro (4,941 cent considerando anche l’Iva al 22%) e quelle del gasolio sono salite di pari importo, 4,05 cent. In entrambi i casi un pieno di 50 litri avrà un differente costo teorico di 2 euro e 47 cent (in meno per chi ha una automobile a benzina e in più per chi ha un’auto diesel), anche se, per via dei maggiori consumi di carburante diesel, per il Governo vi sarà comunque un maggior gettito di 552,4 milioni nel 2026, 373 nel 2027, 1 miliardo e 818,9 milioni dal 2026 al 2030. Insomma, la stangata è confermata, ma almeno non sarà maggiore per colpa di speculazioni.