Tra i protagonisti dei due recenti scudetti partenopei, presenza fissa in Nazionale e tra i giocatori più grintosi della Serie A. Parliamo di Giacomo Raspadori, una vita al Sassuolo, poi il salto al Napoli e l’apice con lo Scudetto 2023-2024 del Napoli. In quella stagione, il suo impatto offensivo come finalizzatore e come rifinitore ha dato nuova linfa all’attacco azzurro, attirando su di sé l’interesse dei grandi club europei. L’equilibrio tra velocità, visione di gioco e capacità di inserirsi negli spazi ha fatto di lui un profilo appetibile per chi cerca un attaccante moderno, pronto a essere protagonista a livello internazionale. Il trasferimento all’Atlético Madrid è apparso come il naturale passo successivo, un mix di ambizione sportiva e la volontà di testarsi in un campionato duro e prestigioso come la Liga spagnola.
L’arrivo all’Atlético Madrid: promesse e realtà divergenti
L’11 agosto 2025 Giacomo Raspadori è passato ufficialmente all’Atletico Madrid, dicendo definitivamente addio alla sua esperienza partenopea. Alla firma del contratto, le aspettative erano alte. I colchoneros puntavano su Raspadori come risorsa offensiva in grado di alternarsi ai titolari, sfruttando la sua versatilità tattica. Tuttavia, la realtà si è rivelata ben diversa: minuti scarsi, apparizioni da subentrante, poche occasioni per dimostrare continuità.
I motivi sono molteplici. Da un lato, la forte concorrenza sul fronte offensivo con giocatori già affermati, abituati a interpretare schemi rigidi e a garantire rendimento “sicuro”. Dall’altro, la difficoltà per l’attaccante italiano di adattarsi a un nuovo contesto atletico, culturale e tattico: la Liga chiede grande intensità, rapidità nei movimenti, resistenza mentale al contesto mediatico e alla pressione. Raspadori, fino a oggi, non è riuscito a trovare quella combinazione di elementi che aveva reso brillante il suo percorso a Napoli.
In Nazionale
A fare da contraltare al mancato utilizzo del giocatore in squadre c’è la continua fiducia dei tecnici che si avvicendano sulla panchina della nazionale. Vestire la maglia azzurra rappresenta ancora oggi non solo un riconoscimento simbolico, ma un segnale forte di considerazione. Questo status conferisce all’attaccante italiano un valore che va al di là dei singoli minuti giocati in campionato. E la continuità in nazionale può infatti rappresentare un fattore chiave per il suo rilancio, soprattutto in vista di competizioni di alto livello. Dal punto di vista tecnico, la nazionale offre certamente un contesto diverso rispetto a quello del club con maggiore flessibilità tattica, maggiore libertà creativa e la possibilità di esprimere le sue qualità offensive. In tal senso, l’esperienza azzurra può fungere da “ancora di salvezza professionale”, preservando la sua visibilità internazionale e mantenendo viva l’aspettativa su un suo ritorno a pieno regime.
Le previsioni per l’Atlético e il ruolo di Raspadori nel contesto delle «quote sulla Liga»
Forse l’arrivo di Raspadori non sta aiutando i Colchoneros a lottare per il titolo in Spagna, ma i biancorossi sono comunque lì, nelle zone più alte della classifica. Anche se le previsioni di media e tifosi sono indirizzate verso Real Madrid e Barcellona in linea con le quote sulla Liga e con l’albo d’oro recente, l’Atletico può permettersi ancora di sognare in grande e avrebbe bisogno proprio di qualche spunto in più da parte del buon “Jack” per ribaltare il tavolo e rubacchiare posizioni in classifica. Perché ciò accada, servirebbe un aumento del minutaggio e una maggiore fiducia da parte dell’allenatore, accompagnati da impostazioni tattiche che valorizzino la sua rapidità e la sua abilità di attacco in profondità.
Scenari futuri: rilancio, cessione o panchina prolungata?
Il futuro di Raspadori può a questo punto prendere strade differenti. Un’opzione concreta è quella di ripartire da un’altra squadra attraverso un prestito o un trasferimento e così ritrovare continuità e rilanciare il proprio valore di mercato. In alternativa, l’attaccante potrebbe restare all’Atletico convinto che con il tempo riuscirà ad ambientarsi, adattarsi ai ritmi della Liga e convincere staff e tifosi. Questa strada però comporta il rischio concreto di accontentarsi di un ruolo da comprimario: una scelta che potrebbe pagarne il prezzo in termini di crescita e visibilità.
Un terzo scenario, forse il più auspicabile, prevede un mix tra rilancio e continuità. Con buone prestazioni in nazionale e qualche guizzo in club, Raspadori potrebbe rilanciare la propria immagine e tornare a essere protagonista, magari in un’altra squadra ma a livelli di alta competizione. Strategicamente la priorità diventa quindi trovare spazio e continuità, non tanto per rivedere i fasti napoletani, quanto per consolidare una crescita coerente con le ambizioni di lungo termine.
